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A Parabiago nasce il comitato “Società civile per il NO nel referendum costituzionale”

Attraverso il referendum i cittadini saranno chiamati a decidere se confermare o respingere le modifiche sull'organizzazione della magistratura introdotte con la legge costituzionale approvata a fine ottobre 2025

referendum legnanese

Anche a Parabiago è nato il “Comitato per il NO al referendum Costituzionale sulla Giustizia”, composto dal referente Giorgio Nebuloni, dal presidente ANPI Sergio Dallù, dal presidente Sauro Verga e Betty Croce del Coordinamento per la Pace, dal presidente di Legambiente Claudio De Agostini, dal presidente di NABAD – Mondi Migranti Stefano Consonni, da Domenico Quaroni del Comitato per il NO, dalla coordinatrice Stefania Cionci e Gianni Pagliarini del Gruppo Salute, dal referente SPI – CGIL Alessandro Basso, dal segretario del PD Riccardo Sannino, dal referente di Alleanza Verdi e Sinistra Franco Serra e dalla referente di Rifondazione Comunista Anna Pasquetti.

«La riforma minaccia l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, alterando profondamente l’equilibrio, disegnato dalla Costituzione, tra potere giudiziario, esercitato dai magistrati, potere esecutivo, ovvero, il governo, e potere legislativo, ovvero il Parlamento, e non agisce sui problemi reali della giustizia che gravano sui cittadini, quali tempi molto lunghi, mancanza di personale e di risorse, burocrazia e linguaggio complesso. D’altro canto, sostituire il Consiglio Superiore della Magistratura unico con tre organismi indipendenti porterebbe a un triplicamento dei costi e una dispersione di risorse».

Per i promotori del comitato per il “no”, inoltre, «la riforma, separando le carriere di giudici e pubblici ministeri, che attualmente condividono formazione, carriera e cultura giurisdizionale, potrebbe trasformare il pm in una “parte speculare” alla difesa che non si concentra sulla ricerca della verità ma solo sull’ottenimento di una condanna, aumentando così la vulnerabilità dei cittadini che non possiedono sufficienti mezzi per difendersi».

Tra i punti dolenti per il comitato ci sono poi la procedura con cui la riforma è stata approvata, «affrettata e “chiusa”, senza una larga condivisione da parte del Parlamento» e «le dichiarazioni del Governo di attacco alla magistratura e insofferenza verso il controllo di legalità», ritenute una conferma dei «timori che la riforma possa ridurre il controllo della magistratura sul potere esecutivo» mentre «l’indipendenza dei giudici è essenziale affinché il potere giudiziario possa limitare e controllare quello esecutivo, per garantire che la legge sia uguale per tutti e proteggere i cittadini, un principio cardine delle democrazie liberali che viene messo a rischio».

«Per difendere questi valori – spiegano dal comitato -, associazioni, partiti e cittadini hanno istituito anche a livello locale il comitato “Società civile per il NO nel referendum costituzionale” per difendere la Costituzione, l’autonomia della magistratura e contrastare la Legge Nordio, l’autonomia differenziata e il premierato. Il comitato resta aperto all’adesione di singoli, associazioni, forze politiche parabiaghesi».

Attraverso il referendum i cittadini saranno chiamati a decidere se confermare o respingere le modifiche sull’organizzazione della magistratura introdotte con la legge costituzionale approvata a fine ottobre dello scorso anno, che ridisegna il sistema di autogoverno della magistratura e la distinzione dei percorsi professionali tra magistratura giudicante e magistratura requirente. La validità del referendum non dipende dal raggiungimento di un quorum.

«Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025 ?»

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Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 29 Gennaio 2026
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