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A Parabiago è nato il “Comitato per il NO al referendum Costituzionale sulla Giustizia”

Associazioni, partiti e cittadini hanno istituito anche a livello locale il comitato “Società civile per il NO nel referendum costituzionale” per difendere la Costituzione e l’autonomia della magistratura

sparatoria palazzo giustizia milano

Anche a Parabiago è nato il “Comitato per il NO al referendum Costituzionale sulla Giustizia”. È composto dalle seguenti associazioni, i partiti e le persone sotto riportate:

Giorgio Nebuloni referente “Comitato per il NO al referendum costituzionale sulla giustizia Parabiago”
Sergio Dallù Presidente ANPI
Betty Croce “Coordinamento per la Pace”
Claudio De Agostini Presidente Legambiente
Stefano Consonni Presidente “NABAD – Mondi Migranti”
Domenico Quaroni Comitato per il NO
Sauro Verga Presidente del “Coordinamento per la Pace”
Gianni Pagliarini “Gruppo Salute”
Stefania Cionci Coordinatrice “Gruppo Salute”
Alessandro Basso referente SPI-CGIL
Sannino Riccardo Segretario Partito Democratico
Franco Serra referente Alleanza Verdi e Sinistra (AVS)
Anna Pasquetti referente Rifondazione Comunista

Il comitato elenca di seguito i 5 motivi per dire NO
• La riforma minaccia l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, alterando profondamente l’equilibrio, disegnato dalla Costituzione, tra potere giudiziario (esercitato dai magistrati), potere esecutivo (il governo) e potere legislativo (il Parlamento)
• La riforma non agisce sui problemi reali della giustizia che gravano sui cittadini, quali tempi molto lunghi, mancanza di personale e di risorse, burocrazia e linguaggio complesso. D’altro canto, sostituendo il CSM unico con tre organismi indipendenti porterebbe a un triplicamento dei costi e una dispersione di risorse
• La riforma, separando le carriere di giudici e pubblici ministeri (che attualmente condividono formazione, carriera e cultura giurisdizionale) potrebbe trasformare il pm in una “parte speculare” alla difesa che non si concentra sulla ricerca della verità ma solo sull’ottenimento di una condanna, aumentando così la vulnerabilità dei cittadini che non possiedono sufficienti mezzi per difendersi
• La riforma è stata approvata con una procedura affrettata e “chiusa”, senza una larga condivisione da parte del Parlamento
• Le dichiarazioni del governo di attacco alla magistratura e insofferenza verso il controllo di legalità confermano i timori che la riforma possa ridurre il controllo della magistratura sul potere esecutivo. L’indipendenza dei giudici è invece essenziale affinché il potere giudiziario possa limitare e controllare quello esecutivo, per garantire che la legge sia uguale per tutti e proteggere i cittadini. Un principio cardine delle democrazie liberali che viene messo a rischio.
«Per difendere questi valori – spiegano i referenti del comitato – , associazioni, partiti e cittadini hanno istituito anche a livello locale il comitato “Società civile per il NO nel referendum costituzionale” per difendere la Costituzione, l’autonomia della magistratura e contrastare la Legge Nordio, l’autonomia differenziata e il premierato».
«Il comitato resta aperto all’adesione di singoli, associazioni, forze politiche parabiaghesi», conclude il comitato.

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Valeria Arini
valeria.arini@legnanonews.com
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Pubblicato il 30 Gennaio 2026
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