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Carol Maltesi, dagli amici una raccolta fondi per il figlio

Juan e Ginevra, colleghi e amici di Carol Maltesi, e il rapper Vito Shade hanno lanciato attraverso GoFundMe una raccolta fondi per suo figlio

omicidio carol maltesi

Una raccolta fondi per il figlio di Carol Maltesi, la 26enne italo-olandese che abitava in una casa di corte a Rescaldina uccisa e fatta a pezzi dal vicino Davide Fontana. L’iniziativa è partita da Juan e Ginevra, colleghi e amici della donna, e dal rapper e doppiatore Vito Shade, che hanno deciso di utilizzare la nota piattaforma GoFundMe per lanciare una campagna di crowdfunding a favore del piccolo e in meno di 24 ore hanno raccolto più di 1.700 euro.

«Siete tutti a conoscenza di quello che è successo a Carol Maltesi, un fatto di cronaca di cui si è parlato tanto – è il messaggio dei promotori della raccolta fondi -. Quando i riflettori dei media si spengono le vittime collaterali rimangono al buio. In particolare il figlio di Carol, rimasto prematuramente senza la figura materna, oggi ha bisogno di tutti noi e a lui è indirizzata questa raccolta fondi, per il suo futuro, per la sua vita. I fondi andranno interamente al figlio di Carol, tramite il padre con cui siamo in contatto».

Nei giorni scorsi anche Fabio Maltesi, il padre di Carol, aveva lanciato una raccolta fondi in memoria della figlia per «aiutare lei e la sua mamma a fare in modo che abbia un funerale dignitoso». «L’offerta di donazione è libera – aveva specificato Fabio Maltesi -: anche una donazione minima avrebbe tanto valore simbolico per noi ma anche per tutti quelli che la amavano e verrebbe apprezzata enormemente».

Carol Maltesi si era trasferita poco meno di un anno fa a Rescaldina, andando a vivere in una casa di corte in via Barbara Melzi dove poco dopo sarebbe andato ad abitare anche Davide Fontana, l’uomo che sarebbe diventato il suo carnefice. Lui stesso lunedì 28 marzo, ad oltre due mesi dalla morte della donna, si era presentato lunedì 28 marzo ai Carabinieri offrendo informazioni che da subito sono risultate contraddittorie agli occhi degli inquirenti rispetto a quanto emerso fino a quel momento dalle indagini. Sottoposto ad una serie di contestazioni, Fontana aveva finito per l’omicidio e l’occultamento del cadavere, prima conservato in un congelatore appositamente acquistato e poi, una volta fatto a pezzi, gettato in un dirupo di montagna in Valcamonica dopo un primo tentativo di bruciarlo in un barbecue.

La scorsa settimana Fontana è stato nuovamente ascoltato dagli inquirenti in un’interrogatorio fiume durato cinque ore durante il quale l’uomo si è dato più volte del vigliacco per non aver avuto il coraggio di chiamare subito le Forze dell’Ordine, come ha riferito il suo legale all’Ansa. Nei giorni precedenti, peraltro, gli investigatori della Scientifica dei Carabinieri di Brescia, il procuratore capo di Busto Arsizio Carlo Nocerino e il sostituto Carlo Alberto Lafiandra erano tornati nella casa di corte si via Barbara Melzi dove si sarebbe consumato l’omicidio di Carol Maltesi per ulteriori accertamenti.

di leda.mocchetti@legnanonews.com
Pubblicato il 14 Aprile 2022
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