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Ospedale di Cuggiono, il sindaco di Parabiago al PD: «Riordino dei servizi non significa depotenziamento»

Il sindaco di Parabiago spiega la decisione di non sottoscrivere il documento inviato dai suoi colleghi alla Regione in "difesa" dell'Ospedale di Cuggiono

cuggiono

Il futuro dell’Ospedale di Cuggiono continua a far parlare di sé a Parabiago. A portare il tema al centro della scena politica cittadina era stato nei giorni scorsi il Partito Democratico, firmando un’interrogazione finalizzata a chiedere conto al sindaco Raffaele Cucchi e alla sua giunta della scelta di non sottoscrivere il documento inviato da 21 sindaci dell’Alto Milanese al presidente regionale Attilio Fontana, all’assessore al Welfare Letizia Moratti e al direttore generale dell’ASST Ovest Milanese Fulvio Odinolfi per “difendere” l’ospedale dagli “attacchi” che negli ultimi anni a più riprese hanno ventilato un suo depotenziamento e per chiedere che l’attività ritorni ai livelli pre-pandemia e, qualche giorno dopo, di non partecipare al presidio organizzato insieme a cittadini e associazioni con lo stesso scopo. Ora, invece, è il sindaco che torna a parlare di Cuggiono, e lo fa per respingere al mittente i dubbi sollevati dai Dem.

«Se si vuole parlare del presidio ospedaliero di Cuggiono, occorre parlare del percorso avviato da Regione Lombardia per la rivisitazione della legge regionale 23/2015 – sottolinea Cucchi -: un dibattito aperto che sta utilizzando una logica di valorizzazione dei presidi territoriali e non il loro depotenziamento. Da quanto si apprende dalla discussione aperta sul tema, Regione Lombardia sta operando in modo da valorizzare e puntare sulle specificità che ogni ospedale dell’Ovest Milanese ha già in sé, con l’obiettivo di creare una rete di servizi territoriali sempre più efficiente dal punto di vista sanitario, una strategia che passa attraverso la specializzazione degli ospedali dei nostri distretti. Una necessità, ci sembra corretto ricordare e sottolineare, che nasce dall’esperienza vissuta in tempo di emergenza sanitaria a causa della pandemia. Tutti, nella gestione dell’emergenza, abbiamo vissuto l’evidente necessità di connessione tra sanità e territorio. Rendere un accesso più immediato e prossimo al cittadino richiede un riordino dei servizi, ma questo non significa depotenziamento, anzi si tratta di valorizzare per ottimizzare».

«Occorre chiedersi: la finalità di avere un servizio territoriale funzionante è arrivare il prima possibile all’intervento, alla cura del paziente e di tutte le sue necessità, oppure mantenere lo status quo delle cose – conclude il primo cittadino -? Ci troviamo in un momento storico importante, in cui le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza renderanno probabilmente fattibili investimenti per il rilancio dei presidi sanitari territoriali e l’ospedale di Cuggiono ci risulta essere tra questi. Pertanto, alla luce di queste motivazioni, ho ritenuto fuorviante nella corretta informazione il documento presentato a Regione Lombardia».

di leda.mocchetti@legnanonews.com
Pubblicato il 30 Luglio 2021
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