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Cerro Maggiore, dalla maggioranza una mozione per la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto

Il capogruppo di maggioranza ha presentato una mozione per il riconoscimento della cittadinanza onoraria di Cerro Maggiore al Milite Ignoto

milite ignoto

Conferire la cittadinanza onoraria di Cerro Maggiore al Milite Ignoto in occasione del Centenario della tumulazione nel sacello dell’Altare della Patria. La proposta arriva dal capogruppo della coalizione di centrodestra che sostiene il sindaco Nuccia Berra, Mario Masetti, che ha presentato una mozione ad hoc ricordando l’appello di ANCI a tutti i comuni perché «si promuovano i doverosi riconoscimenti» in occasione dell’anniversario.

«Nel prossimo consiglio ho proposto, in veste di capogruppo del centrodestra, una mozione per onorare adeguatamente l’anniversario della traslazione della salma del Milite ignoto – spiega Masetti -. Il prossimo 4 novembre vorremmo che si festeggiasse in maniera adeguata il centenario del Milite Ignoto. Diversi comuni hanno già provveduto a pensare e organizzare eventi celebrativi e ritengo che anche Cerro Maggiore possa andare in questa direzione. Anzi sono convinto che il nostro agire, in continuità con quanto fatto anche per il 75° anniversario della liberazione, sia la strada giusta per ricordare il nostro passato, la nostra cultura e la storia del Paese. È nostro obbligo morale non disperdere il patrimonio storico-culturale ricevuto, soprattutto in questo periodo storico dove i nostri grandi valori si stanno affievolendo. Nella mozione si chiede espressamente di poter dare la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto quale gesto di rispetto e riconoscimento».

Le celebrazioni per il Centenario del Milite Ignoto in Italia sono iniziate lo scorso 1° giugno e si concluderanno in occasione della Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate con una cerimonia solenne all’Altare della Patria, esattamente come cento anni fa. Allora il feretro del Milite Ignoto, scelto tra undici salme non identificabili – una per ogni zona del fronte – dalla mano di Maria Bergamas, il cui figlio (disertore dell’esercito austriaco e volontario nelle fila italiane) era caduto in combattimento senza che il suo corpo potesse essere identificato, fu trasferito a Roma con un convoglio speciale a velocità ridotta sulla linea Aquileia-Venezia-Bologna-Firenze-Roma e accolto dalle rappresentanze dei combattenti, delle vedove e delle madri dei caduti insieme al re e poi scortato da un gruppo di dodici decorati di Medaglia d’Oro fino alla Basilica di Santa Maria degli Angeli, al cui interno rimase esposto al pubblico fino alla tumulazione del 4 novembre 1921 con una solenne cerimonia.

Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 23 Luglio 2021
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