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Legambiente Nerviano: «Bene le nuove piantumazioni, ma servono cure continue»

Nel dibattito sulla gestione del verde pubblico a Nerviano interviene anche il PD: «Si continuano a tagliare gli alberi e poi si sottolinea che nel passato non è stato arricchito il patrimonio verde»

verde pubblico nerviano

Non si spegne il dibattito sulla gestione del verde pubblico nato nelle scorse settimane a Nerviano, quando il circolo cittadino di Legambiente ha invitato il consiglio comunale cittadino a prendere posizione sul tema, sollevando dubbi sull’impoverimento del patrimonio verde in paese e sulle procedure di abbattimenti e potature.

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Le perplessità del Cigno Verde avevano infatti spinto nei giorni scorsi il sindaco Massimo Cozzi a mettere nero su bianco il bilancio delle piantumazioni effettuate negli ultimi due anni – che hanno portato in paese 61 alberi, 113 essenze di piantine forestali e 15 arbusti nel 2019 e 82 alberi e 30 arbusti nel 2020 e stanno proseguendo anche quest’anno – e a spiegare le ragioni dell’abbattimento del cedro del Libano di via Chinotto e del pioppo di via Marzorati, sottolineando anche l’adesione al progetto FORESTAMI con l’obiettivo di «arricchire i corridoi ecologici previsti all’interno della variante al PGT appena approvata in consiglio comunale». E la risposta di Legambiente non si è fatto attendere.

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«Il sindaco non pare aver compreso lo spirito della nostra lettera inviata ai consiglieri – sottolinea l’associazione -. L’intento era di attivare un dibattito nelle istituzioni locali e con la cittadinanza su un aspetto importante, quale appunto la gestione del patrimonio verde comunale. Non abbiamo mai negato di riconoscere pubblicamente i meriti di questa amministrazione per la ripresa dopo tanti anni delle piantumazioni di “Un albero per ogni nato”. A proposito del quale si omette di dire che per l’edizione del 2019 moltissime delle giovani piantine non sono sopravvissute, eppure in quella giornata di festa eravamo presenti ed avevamo chiesto di intervenire con innaffiature estive di soccorso».

Insomma, «vanno bene le nuove piantumazioni vantate, ma ad esse deve seguire una manutenzione e cura continue – aggiunge il Cigno Verde -. Sarebbe da evitare inoltre l’introduzione di specie alloctone a tutela della biodiversità locale. Manutenzione significa anche potature annuali contenute ma continue. Tagli drastici e generosi, oggettivamente visibili, hanno come conseguenza l’insorgenza di patologie negli alberi, già sottoposti allo stress di vivere in ambiente urbano. È chiaro che la degenerazione fitosaniataria ha come effetto l’abbattimento per motivi di sicurezza: ad esempio, il pioppo caduto di via Marzorati era stato oggetto di pesanti potature. Le ditte appaltatrici devono essere verificate e controllate nell’esecuzione dei lavori, affiancate da personale qualificato».

Per quanto riguarda il corridoi ecologici previsto dalla variante al piano di governo del territorio, poi, Legambiente con le osservazioni presentate ha portato l’attenzione su «situazioni di aree da valorizzare e migliorare, come ad esempio la connessione tra Parco del Roccolo e Parco dei Mulini, ma purtroppo non abbiamo avuto esiti positivi. Purtroppo la variante adottata individua le risorse per i corridoi verdi solo a seguito dell’urbanizzazione di aree ora inedificate».

Nel dibattito è intervenuto anche il Partito Democratico, al governo della città fino al 2016, chiamato in causa dal sindaco che ha sottolineato di aver ereditato «una situazione di mancanza totale di interventi di arricchimento del patrimonio verde del territorio» e ha ricordato episodi passati come «l’abbattimento di diversi alberi ad alto fusto per fare spazio alla nuova scuola di via di Vittorio».

«L’elenco delle piante abbattute dall’amministrazione comunale di Nerviano in questi ultimi cinque anni è molto lungo e avvilente – è la replica del PD -. Sono stati tagliati gli alberi di Viale Villoresi e la stessa sorte era toccata agli alberi presenti in via Tonale a Villanova e nella piazza di Garbatola, idem nel quartiere Le Betulle ed in Viale Giovanni XXIII: è un fatto oggettivo, tangibile e facilmente constatabile. Con una maggiore accortezza si potevano evitare i tagli e tutelare piante esistenti da decenni sul territorio. Eppure il sindaco nella replica a chi gli fa presente lo stato di impoverimento del patrimonio verde nervianese e le ripercussioni che i tagli provocano nel paesaggio, accusa la passata amministrazione, responsabile a suo dire di una totale mancanza di interventi e cita l’abbattimento degli alberi della scuola di Via Di Vittorio. In pratica il lungo elenco delle piante abbattute dall’attuale amministrazione è da comprendere, mentre gli abbattimenti degli alberi per “fare spazio” ad una nuova scuola che all’epoca rappresentava una priorità nell’interesse della collettività è da condannare. La realtà è che a Nerviano si continuano a tagliare gli alberi e poi si sottolinea che nel passato non è stato arricchito il patrimonio verde del territorio. E il ragionamento è alquanto curioso».

di leda.mocchetti@legnanonews.com
Pubblicato il 11 Maggio 2021
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