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Discarica abusiva alla Cava Sempione, Nerviano si costituisce parte civile al processo

Il comune di Nerviano ha deciso di costituirsi parte civile al processo per la discarica abusiva da oltre 3mila tonnellate di rifiuti speciali scoperta due anni fa alla Cava Sempione

discarica nerviano

Due anni fa furono denunciati per aver dato vita ad una vera e propria discarica abusiva da oltre 3.083 tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi alla Cava Sempione di Nerviano. Ora, dopo la citazione diretta a giudizio di dicembre 2019 e il rinvio a causa della pandemia dell’udienza inizialmente fissata ad aprile 2020, per gli imputati inizierà il processo e il comune di Nerviano ha deciso di costituirsi parte civile in vista dell’udienza del prossimo 7 maggio.

«La scelta di costituirci parte civile – spiega il sindaco Massimo Cozzi – è per dare un chiaro segnale di tutela del territorio e dell’immagine del comune. I reati ambientali sono fra i più odiosi e ci teniamo a dare segnali concreti di attenzione all’ambiente. Chiunque sbagli è giusto che, in primis, risarcisca il comune e ci si è sembrato doveroso e naturale fare questa scelta».

Tutto era partito da un esposto presentato alla Procura della Repubblica di Milano. I sopralluoghi dei Carabinieri del Corpo Forestale di Garbagnate Milanese avevano poi accertato la presenza di una vera e propria discarica non autorizzata dove erano state accumulate oltre 3mila tonnellate di macerie di demolizioni mescolate a terre da scavo. Il tutto abbandonato lungo le scarpate delle vasche di decantazione del lago di cava, andando in questo modo anche a modificare la capacità dell’invaso e le caratteristiche morfologiche dell’area.

Non solo: i militari avevano accertato anche la violazione della normativa ambientale in relazione allo scarico sia delle acque meteoriche che venivano utilizzate per il lavaggio dei rifiuti provenienti da aree di stoccaggio, sia delle acque provenienti dalle vasche di decantazione dei limi che finivano nel lago di cava. E ne erano scaturite tre denunce per gestione illecita di rifiuti, discarica non autorizzata e scarico abusivo di reflui a carico di figure che rivestivano ruoli di responsabilità all’interno della società che gestisce la cava, dalle quali si è poi arrivati al processo che inizierà nelle prossime settimane.

di leda.mocchetti@legnanonews.com
Pubblicato il 21 Aprile 2021
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