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“Educare in Comune”, a Rescaldina tre progetti per “sfidare” la pandemia

Rescaldina ha deciso di puntare su un tris di proposte che va da iniziative per famiglie, bambini e adolescenti alla riqualificazione di Villa Rusconi

villa rusconi rescaldina

Rescaldina fa tris e “candida” tre progetti per “Educare in comune, l’avviso pubblico promosso dal dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri per contrastare la povertà educativa e l’esclusione sociale dei bambini e dei ragazzi in un momento in cui l’emergenza Covid ha acuito le disuguaglianze, le fragilità e i divari socioeconomici. Lo farà insieme ad una rete di associazioni ed enti del terzo settore del territorio, con cui ha deciso di presentare una proposta per ognuna delle tre aree di intervento individuate da Palazzo Chigi.

«Per ogni progetto abbia collaborato con le associazioni del territorio e questo sarà uno dei punti di forza al di là dell’esito finale – spiega l’assessore alle politiche culturali Elena Gasparri -: si è creata una rete veramente preziosa, interessata, appassionata ed interdisciplinare e questo non solo ha arricchito le proposte, ma ha già iniziato a rispondere anche alla richiesta bando di coltivare nel territorio una rete informale che permetta alle persone di sentirsi parte di qualcosa e di trovare in autonomia delle risposte».

Per il filone che riguarda la famiglia, l’amministrazione ha deciso di puntare sul sostegno alle future mamme e ai neogenitori, proponendo l’apertura dell’asilo nido anche nel fine settimana con percorsi pensati per la gravidanza fatti di incontri con ostetriche, psicologhe e anche arte-terapeute, uno sportello informativo per chi è in attesa di un figlio e iniziative dedicate alle famiglie per mettere a loro disposizione uno spazio di incontro. «Abbiamo pensato di organizzare anche incontri a domicilio con le doule – sottolinea l’assessore -, figure non sanitarie che assistono e accompagnano la donna durante la gravidanza e nei primi anni di vita del bambino, in modo da fornire un accompagnamento mirato anche a chi per diversi motivi non può frequentare corsi e incontri». Il progetto prevede anche l’introduzione del portavoce minorile: una figura adulta ma in stretto collegamento con i minori che possa portare l’attenzione sul bambino e sulle sue esigenze nella scelta degli interventi da intraprendere da parte dei servizi sociali. In programma ci sono poi percorsi per la fascia degli adolescenti legati all’orientamento e alle scelte di vita, con un coach che possa supportarli nel decidere la scuola da frequentare e nella ricerca di un lavoro.

Dal punto di vista delle relazioni e dell’inclusione, l’idea è invece quella di sviluppare una serie di laboratori su temi come la parità di genere, la memoria, la sostenibilità, la disabilità e la cittadinanza attiva con esperti del settore e una compagnia teatrale. «Vorremmo fare incontrare ragazzi e bambini con testimoni diretti e formatori e poi dare loro la possibilità di rielaborare le tematiche affrontate attraverso il teatro, preparando piccole rappresentazioni e performances da portare “in tour” per il territorio». Anche per gli adulti ci sarà modo di affrontare gli stessi argomenti con modalità artistiche diverse, come spettacoli teatrali, musica, incontri a tema e teatro dell’oppresso, una forma di teatro sociale che prevede il coinvolgimento diretto dei partecipanti con cui da Piazza Chiesa vorrebbero sviscerare quelle tematiche che sollevano interrogativi o conflitti all’interno della comunità.

Per il terzo e ultimo ambito proposto dall’avviso pubblico, legato a cultura, arte e ambiente, il focus nei piani dell’amministrazione è invece Villa Rusconi. «È un luogo che dal nostro punto di vista riveste un’importanza centrale ma in questo momento è sottoutilizzato – spiega Elena Gasparri -: l’idea è quella prima di tutto di individuare i bisogni della fascia giovanile tra i 12 e i 18 anni attraverso un processo partecipativo, per poi procedere, con un budget riservato, ad una riqualificazione della villa che la adatti alle esigenze che emergeranno facendone un polo culturale. Cercheremo poi di organizzare mostre, un ciclo di esibizioni musicali di diverso genere, iniziative legate alla lettura che ruotino intorno a Villa Rusconi ma coinvolgano anche luoghi “dimenticati” come le corti del paese, le piazzette e i quartieri più periferici: sarà un modo per “catturare” le persone nei luoghi dove vivono, appassionarle alla cultura e invogliarle a proseguire il percorso vivendo il nuovo polo culturale». Nei piani del comune c’è anche un calendario di visite nei musei della zona che preveda anche dei laboratori per «restituire qualcosa al territorio e lasciare traccia dell’esperienza, ad esempio con mostre e murales.

Chiudono l’appello una serie di iniziative trasversali dedicate alla sostenibilità e all’intercultura, come mercatini di quartiere, baratti, corsi e mostre sul ri-uso, biciclettate, laboratori di cucina, danze popolari e musica dal mondo e potenziamento dell’accesso alla lettura con implementazione dei libri in lingua, in braille e degli audiolibri a disposizione della biblioteca. Il tutto legato dal fil rouge della pandemia, con percorsi per tutte le età per rielaborare quello che stiamo vivendo in questi mesi e far emergere le emozioni suscitate dal periodo di emergenza sanitaria.

 

di leda.mocchetti@legnanonews.com
Pubblicato il 05 Marzo 2021
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