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Co-housing, co-working e portierato sociale: così rinasce la Torre Amigazzi a Rescaldina

Via libera dalla giunta di Rescaldina al progetto per la riqualificazione della corte della torre Amigazzi da inviare a Città Metropolitana per il bando nazionale per la qualità dell'abitare

torre amigazzi rescaldina

Cinque milioni di euro per far rinascere la Corte della Torre Amigazzi: il lavoro di progettazione è partito mesi fa e adesso ha trovato un primo punto d’approdo nella proposta inviata a Città Metropolitana, che dovrà ora decidere se fare propria l’idea di Rescaldina e candidarla al bando nazionale per la qualità dell’abitare promosso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.

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Rescaldina punta al bando per la qualità dell’abitare per riqualificare la Torre Amigazzi

In questa corsa Rescaldina non sarà sola. La candidatura, infatti, è frutto di un lavoro a sei mani con Legnano e Parabiago per dare vita ad «un unico progetto che si cala in tre diversi territori – come sottolinea l’assessore alla pianificazione territoriale e sostenibilità ambientale, Elena Terraneo -, tre amministrazioni che vogliono creare rete tra loro e sul territorio e che hanno voglia di sperimentare un nuovo modo di “abitare”».

Piazza Chiesa ha scelto di puntare sulla Corte della Torre Amigazzi, edificio storico – tanto che per alcune parti compare già nel catasto Teresiano e nel Cessato Catasto – da tempo abbandonato e ad oggi in condizioni di forte degrado, e sul parcheggio pubblico dove la torre si affaccia, quello che il giovedì mattina fa da cornice al mercato cittadino. La torre, che con i suoi venti e più metri è riconosciuta dal PGT come elemento di interesse, e più in generale tutto il complesso per il paese rappresentano un vero e proprio “luogo del cuore”, un simbolo delle origini contadine e una memoria storica delle corti lombarde di una volta. Si parla in tutto di circa 5.500 metri quadri: 4mila circa riguardano la piazza, contando anche la rete ciclabile già esistente, mille la parte coperta dell’edificio e 500 la corte interna.

«Il progetto vuole muoversi adottando un’attitudine verso il recupero capace di attenzione ai caratteri storici di tutto l’immobile, con particolare riguardo al risanamento della torre stessa – spiega l’assessore alla partita -. L’intervento di riqualificazione pertanto sarà orientato al recupero conservativo dell’edificio e delle sue caratteristiche tipologiche, senza però rinunciare ad innovazione, qualità dell’abitare e comfort».

In soldoni l’idea è quella di mantenere la Torre Amigazzi procedendo però al restauro strutturale dell’intera corte per fare spazio a co-housing, co-working e ad una sala polivalente che possa fungere da centro civico. Il piano terra, in particolare, sarà destinato a funzioni prettamente sociali con, appunto, una sala polivalente che affacci direttamente sulla piazza, gli spazi per il co-working e il portierato sociale, che avrà un accesso dedicato da via Gramsci. Al primo piano, invece, ci saranno 10 unità abitative distribuite dal ballatoio, cui si accederà da due corpi con scale e ascensore collegati alla piazza e a via Gramsci. Anche al piano terra ci sarà un’unità abitativa, per uso temporaneo. I singoli appartamenti, le cui metrature varieranno da 40 a 120 metri quadri (nel caso di co-housing assistito), con presenza anche di monolocali eventualmente soppalcabili, avranno spazi comuni di lavanderia e stireria al primo piano e cucina e spazio socialità al piano terra.

«Il progetto che abbiamo candidato, oltre ad essere un progetto di rigenerazione urbana, è caratterizzato dalla forte valenza sociale e dall’alto interesse pubblico – conclude Elena Terraneo, molto soddisfatta del lavoro degli uffici -: restituirebbe alla cittadinanza un luogo di importanza identitaria e di riferimento per tutti. Un luogo dove si ri-troveranno le risposte alle esigenze di relazioni e socialità unita al pubblico interesse e alla salvaguardia del patrimonio edilizio storico. Una ricetta antica dai sapori moderni».

di leda.mocchetti@legnanonews.com
Pubblicato il 03 Marzo 2021
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