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Referendum: nel Legnanese affluenza al 53,6%, Legnano al 64,21%

Affluenza in linea con il dato nazionale nel Legnanese. Spiccano Legnano e Parabiago, dove si è votato anche per le amministrative, e Villa Cortese

Referendum Propositivi

Chiuse in tutta Italia le urne per il referendum con il taglio dei parlamentari: tra poche ore, al termine dello scrutinio, sapremo se gli italiani hanno deciso di ridurre il numero di deputati o senatori o hanno preferito confermare la struttura attuale del Parlamento. Nel Legnanese l’affluenza rilevata alle 15 di lunedì 21 settembre si è attestata al 53,6%, in leggero ribasso rispetto al dato nazionale del 54,3%, ma in rialzo rispetto a quello regionale e provinciale, dove la percentuale si è fermata poco sotto il 53%. Alle 23 di ieri, domenica 2o settembre, l’affluenza era al 41,5%.

I numeri più alti a Legnano e Parabiago, dove si è votato anche per scegliere il sindaco e rinnovare il consiglio comunale: nei due comuni l’affluenza è stata, rispettivamente, del 64,21% (alle 23 era del 50,56%) e del 59,67% (alle 23 era del 46,64%).  In forte rialzo sulle percentuali nazionali anche il dato di Villa Cortese, dove a fine operazioni elettorali aveva votato il 57,78% degli elettori potenziali (alle 23 era il 45,43%).

Numeri più bassi nel resto del Legnanese. Alla chiusura delle urne a Busto Garolfo l’affluenza rilevata è stata del 49,59% (38,24% alle 23), a Canegrate del 50,73% (38,95% alle 23), a Cerro Maggiore del 51,58% (39,95% alle 23), a Dairago del 50,50% (37,89% alle 23), a Nerviano del 52,53% (40,75% alle 23), a Rescaldina del 48,88% (37,88% alle 23), a San Giorgio su Legnano del 53,74% (41,64% alle 23) e a San Vittore Olona del 51,20% (39,50% alle 23).

La legge su cui gli italiani sono stati chiamati ad esprimersi modifica tre articoli della costituzione: l’articolo 56, che disciplina il numero dei componenti della Camera dei Deputati, l’articolo 57, che regola il numero dei componenti del Senato, e l’art. 59, che detta le regole per la nomina dei senatori a vita. Se vinceranno i “sì”, il numero dei parlamentari sarà ridotto di oltre un terzo, scendendo dagli attuali 945 a 600: i deputati scenderebbero da 630 a 400, i senatori da 315 a 200, più al massimo cinque senatori a vita. Con il taglio dei parlamentari si passerebbe da un deputato ogni 96mila abitanti ad uno ogni 151mila. I senatori, invece, passerebbero da uno ogni 188mila abitanti ad uno ogni 302mila. Il taglio previsto dalla riforma è comunque un taglio “lineare”: non è prevista nessuna modifica per le funzioni della Camera e del Senato, né, quindi, al cosiddetto bicameralismo paritario perfetto.

di leda.mocchetti@legnanonews.com
Pubblicato il 21 Settembre 2020
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