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San Giorgio, preside contro il sindaco: «La scuola non è solo il dirigente»

Dura presa di posizione della dirigente scolastica contro le critiche mosse dal sindaco di San Giorgio sui cambi al vertice della scuola cittadina

scuola elementare san giorgio su legnano

Alla prima campanella del nuovo anno scolastico manca ancora un mese e mezzo, ma a San Giorgio su Legnano per la scuola è giù suonata l’ora delle polemiche. A Rosa Lisa Denicolò, attuale dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Carducci – del quale fanno parte i due plessi sangiorgesi insieme ad altri tre istituti scolastici di San Vittore Olona – non sono infatti piaciuti gli spunti di riflessione lanciati dal sindaco Walter Cecchin la scorsa settimana.

Il primo cittadino sangiorgese aveva denunciato la difficoltà di «costruire una continuità didattica e collaborativa con gli insegnanti e il territorio se in media ogni due anni si cambia la figura di riferimento», riferendosi ai quattro passaggi di testimone tra dirigenti scolastici già vissuti durante i suoi due mandati da sindaco e al quinto imminente cambio al vertice dell’istituto comprensivo. Per la preside Denicolò, però, il sindaco trascura un aspetto fondamentale, ovvero quello della collegialità. «Seppur dipenda molto dal dirigente creare un “fil rouge” nelle attività, sono gli organi collegiali della scuola, ognuno per propria competenza, che deliberano in merito. Il nostro istituto comprensivo ha deliberato un piano triennale dell’offerta formativa che ha una durata triennale, seppur sia rivedibile annualmente, e che contiene le linee di indirizzo per la didattica curricolare ed extracurricolare».

Non solo, dopo aver puntato il dito contro la definizione di «”vecchie” guardie» usata da Cecchin per gli insegnanti di lungo corso, la dirigente scolastica sottolinea che «l’istituto comprensivo conta oltre cento docenti e gli organigrammi d’istituto, oltre ai due collaboratori che ritengo figure preziose, prevedono i referenti di plesso sui quali grava l’organizzazione e la gestione di tutte le “beghe”; ci sono le funzioni strumentali suddivise per ambiti, che necessitano particolare attenzione; i referenti che coordinano le attività di formazione, inclusione e valutazione; il team digitale che supporta tutti i colleghi; i coordinatori di classe; i presidenti di interclasse e intersezione. Non va dimenticato l’aspetto amministrativo, perché senza un direttore amministrativo efficiente che sa organizzare la segreteria nessuna scuola può procedere nelle sue attività e fortunatamente al mio fianco è sempre stata presente la signora Viola, che ha gestito gli aspetti amministrativi in maniera impeccabile».

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Nella sua “denuncia”, poi, il sindaco aveva usato il termine meteora riferendosi ad alcuni dirigenti scolastici che al timone dell’istituto sono rimasti per poco tempo, e anche questo a Rosa Lisa Denicolò non è piaciuto molto, nonostante il sindaco avesse riferito le sue critiche al sistema e non alle persone, sottolineando la sua preoccupazione per la scuola in generale e per quella di San Giorgio in particolare. «La “meteora”, così come lei mi definisce, ha lavorato intensamente per creare una squadra, per dare una direzione unitaria e grazie alla fattiva collaborazione di tutti i docenti ha portato a casa un anno scolastico che resterà nella memoria per la situazione emergenziale, garantendo da subito la sicurezza del personale ATA provvedendo alla chiusura dei plessi e contestualmente il diritto allo studio, erogando la didattica a distanza a tutti gli alunni, ciò grazie anche alla fornitura di dispositivi (pc/tablet) in comodato d’uso».

«Purtroppo in tutta Italia ci sono state molte “meteore” – continua la dirigente scolastica – in quanto la destinazione non è stata una scelta dei neo dirigenti ma determinata da un algoritmo che ci ha destinati a caso in tutte le Regioni italiane, senza tener conto di situazioni personali e familiari di ciascun candidato vincitore di un concorso nazionale. Lavorare a circa mille chilometri di distanza dalla propria casa, dai propri affetti, dalla propria terra che ha formato un professionista, e spendendo di tasca propria tre quarti dello stipendio per vivere non è storia facile e sfido chiunque a contestare la scelta operata. Ciò non va a discapito dei ragazzi in quanto non è il dirigente che fa lezione in classe bensì i docenti!»

«La scuola è una cosa seria e di scuola devono parlare quelli che ne conoscono a fondo il funzionamento e la sua organizzazione, negli altri casi è preferibile dedicarsi a ciò per cui si è portati e si possiedono le competenze adeguate – conclude lapidaria la ormai quasi ex dirigente scolastica dell’istituto Carducci -. La scuola è come un puzzle, se il dirigente riesce ad incastrare bene tutte le tessere il risultato finale sarà un quadro da ammirare nella sua interezza, perché se si guarda solo il singolo pezzo questo potrebbe non “dire” nulla del capolavoro del quale fa parte».

di leda.mocchetti@legnanonews.com
Pubblicato il 24 Luglio 2020
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