Legambiente Parabiago: «No ai posti auto sopra la vasca volano in stazione»

Legambiente intende sensibilizzare la cittadinanza sui 168 posti auto che il Comune intende realizzare sopra la vasca volano utile per evitare gli allagamenti del sottopasso: «Piuttosto incentiviamo le velostazioni»

Generico 2018

In merito all’adozione di variante al Piano di Governo del Territorio e ad alcune delibere approvate dal Consiglio Comunale del 7 maggio, Legambiente Parabiago evidenzia alcuni punti critici: «Non ci sembra di vedere segnali di attenzione all’ambiente – scrive Legambiente in una nota stampa -.  Non sono state accolte le nostre osservazioni riguardanti il Parco del Roccolo: l’inserimento della cascina Ravellino con le aree agricole circostanti, il blocco al consumo di suolo per favorire la rigenerazione e il riutilizzo dell’esistente». Anche  sulle aree di attività dismesse, commentano: «Non condividiamo assolutamente la decisione di non porre vincoli di utilizzo. Ad esempio, per quanto riguarda la ex fonderia Riva collocata ai confini del Parco del Roccolo e servita da una viabilità già delicata e fragile, si dovrebbe privilegiare una destinazione ad attività legate all’economia circolare, o all’ambito agricolo. Osservazioni analoghe valgono per le aree dismesse da tempo sull’asse Sempione (ex Artea in particolare)».

Legambiente non condivide nemmeno il progetto di vasca volano nei pressi del sottopasso della stazione ferroviaria tra via Verri e via Cartesio: «Ci attiveremo per sensibilizzare i cittadini, che sopra questa vasca volano – spiega il Cigno Verde –  peraltro utile per evitare allagamenti del sottopasso, che realizzerà Cap Holding, l’amministrazione comunale intende realizzare un ulteriore parcheggio per 168 auto. Al momento l’area è verde e alberata e tale dovrebbe ritornare dopo la realizzazione dell’opera. La nostra salute ha bisogno di spazi verdi, alberati, valorizzati con progetti finalizzati a favorire la biodiversità e a creare spazi utili all’educazione ambientale per tutta la popolazione. In alternativa all’aumento dei posti auto (che già superano i 700 posti), chiediamo un incremento delle velostazioni videosorvegliate per favorire l’uso delle biciclette e un serio coordinamento con i Comuni confinanti per incrementare l’utilizzo di mezzi collettivi alternativi».

Legambiente rimarca ancora che tra le misure previste «mancano segnali di attenzione ai monumenti nazionali di cui la nostra città dovrebbe essere orgogliosa». «Il Santuario della Madonna di Dio ‘l Sa e il complesso di Sant’Ambrogio della Battaglia sono ormai impossibili da visitare e versano in situazione di degrado e trascuratezza – denuncia Legambiente – Nessun segnale di attenzione, nessun progetto per inserirle in itinerari cittadini protetti e finalizzati a valorizzarli». E da ultimo, il Cigno Verde non vede misure per il rilancio del tessuto economico nel dopo virus. «Non vediamo progetti per garantire spazi pubblici più ampi a bar e ristoranti, né per garantire alla nostra città nuovi orientamenti di sviluppo. Il dopo virus – concludono – metterà in difficoltà il turismo di massa, concentrato su poche mete. Pensiamo che Parabiago possa essere inserita in itinerari turistici alternativi, che facciano conoscere la grande tradizione calzaturiera, i parchi e i monumenti nazionali. E che le evitino il triste destino di diventare sempre più città dormitorio».

di valeria.arini@legnanonews.com
Pubblicato il 03 Giugno 2020
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