#Maipiùindietro: 40 mamme danno voce alla disabilità in video

L'iniziativa, partita da Rescaldina, Dairago e Napoli, punta a sensibilizzare il Paese sul tema della fragilità delle famiglie con figli con disabilità

#maipiùindietro

Un video, quattro voci, quaranta volti, un Paese intero che da Nord a Sud chiede a gran voce che la disabilità e la condizione di fragilità che si trovano a vivere le famiglie con un figlio disabile non siano dimenticate ma diventino una pietra miliare da cui ripartire, non solo dopo il lockdown ma ogni giorno.

#Maipiùindietro nasce dall’idea di tre mamme: Morena Manfreda di Rescaldina, Arianna Bertoli di Dairago e Alessandra Brandi di Napoli. Un incontro sui social, ed è amore al primo post. Così decidono di unire le forze per realizzare un video che scandisca a chiare lettere il messaggio che nessuno deve essere lasciato indietro. «Ognuna di noi ha iniziato il percorso da sola, tra lettere al Governo, lavoro sul territorio e video in rete, molte di queste attività sono state riprese anche da giornali, televisioni locali e dalla RAI ma volevamo fare qualcosa che riguardasse tutto il Paese, senza colore, né Regione – ci racconta Morena -. Abbiamo quindi stato creato creato un video che, abbracciando le mamme di tutta l’Italia, potesse sensibilizzare sulla tematica della disabilità. In un momento storico di forti contrasti tra Nord e Sud, ci siamo unite: Napoli e Milano insieme».

«Siamo le tue amiche, le tue colleghe, le tue vicine di casa: siamo mamme come tante, ma di bambini speciali, e viviamo una sfida che forse non conosci – è il messaggio che “urla” il video -. Per noi la vita non è cambiata il 4 marzo, per noi la fatica non finirà quando sconfiggeremo il virus, perché quando la disabilità tocca una famiglia lo fa per sempre. Noi siamo la voce di nostri figli, sempre lasciati per ultimi, adesso magicamente spariti, come se potessimo delegare ad una baby sitter il lavoro di un insegnante o se potessimo tutte avere il privilegio di non dover lavorare. Dopo una crisi si può ricostruire, quindi ripartiamo dall’infanzia e dalla disabilità. La Costituzione, all’articolo 3, recita che i cittadini sono tutti uguali, hanno pari dignità e lo Stato rimuove gli ostacoli che impediscono la partecipazione di ognuno alla vita del Paese. È a queste parole che noi ci appelliamo: vogliamo parlare di scuola, formazione, terapie mirate e diversificate, della nostra quotidianità speciale. Quando ripartiremo, ricordatevi di chi è rimasto indietro, di noi, amiche, colleghe, vicine di casa, che alla domanda “Ciao, come stai?” risponderemo sempre con un allegro “Bene, e tu?” perchè noi non ci arrendiamo, perchè noi la paura la prendiamo a morsi ogni volta che lottiamo per un futuro migliore. I nostri diritti sono la nostra e la vostra vita».

Il successo per l’iniziativa è stato immediato. «Facendo girare la voce tra i  social e i nostri contatti, nel giro di pochi giorni abbiamo avuto un riscontro numerosissimo da mamme di ogni parte d’Italia – continua Morena -. Abbiamo dovuto scegliere, tra queste, solo una piccola rappresentanza per ovvie ragioni di lunghezza, ma il nostro lavoro, benché artigianale, vuole raggiungere tutte le famiglie toccate dalla disabilità nelle sue forme più varie, i social media affinché ne diano risalto e soprattutto le istituzioni che si devono occupare di disabilità sempre».

di leda.mocchetti@gmail.com
Pubblicato il 23 Maggio 2020
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