Quantcast

Le librerie indipendenti sull’app SBAPP! tra passione e impresa: a Gallarate il confronto sul futuro dei libri

Francesca Boragno ha guidato al Teatro Condominio il confronto tra Vittorio Graziani, Claudio Colombo e Matteo Brandolini. Al centro la lettura, il ruolo dei librai e il futuro della Hoepli di Milano

Generico 19 Oct 2026

«Il libraio è un personal shopper che non costa nulla». Con questa immagine Francesca Boragno ha aperto e condotto l’incontro dedicato alle librerie indipendenti, sabato 24 ottobre al Ridotto del Teatro Condominio Vittorio Gassman di Gallarate. Un confronto che ha messo insieme tre esperienze diverse, accomunate dalla convinzione che una libreria sia molto più di un negozio: un luogo di cultura, di relazioni e di crescita della comunità.

Protagonisti della serata Vittorio Graziani della Libreria Centofiori di Milano, Claudio Colombo delle librerie Nuova Terra di Legnano e Carù di Gallarate e Matteo Brandolini di Librando a Gallarate. Tre librai che hanno raccontato le difficoltà del mestiere, il rapporto con i lettori e la necessità di coniugare passione e capacità imprenditoriale.

Dall’incontro è arrivata anche una notizia importante: il progetto per riaprire la storica libreria Hoepli di Milano è ancora in corso e richiede un investimento di circa quattro milioni e mezzo di euro.

Francesca Boragno: «Il libraio ti aiuta a scoprire quello che non sapevi di cercare»

Ad aprire la serata è stata Francesca Boragno, ideatrice dell’applicazione SBAPP!, che ha spiegato il significato dell’iniziativa Book the face, face the book, legata al progetto di raccolta fondi 30 giorni per donare.

L’obiettivo è ampliare l’applicazione, attiva da tre anni, inserendo le librerie indipendenti e i loro protagonisti in un percorso di conoscenza che parta dalla provincia di Varese per estendersi progressivamente ad altri territori italiani. «L’app è completamente gratuita, sia per chi vi compare sia per chi la scarica. Non serve a vendere libri, ma a conoscere chi crea cultura, chi la diffonde e chi crede in luoghi belli come le biblioteche e le librerie».

Boragno ha raccontato anche un episodio personale. Prima di un viaggio a San Francisco aveva incontrato Vittorio Graziani nella sua libreria milanese e gli aveva chiesto un consiglio di lettura. Il libro suggerito, Steve Jobs non abita più qui, pubblicato da Adelphi, le aveva permesso di conoscere e comprendere meglio la città americana. Un esempio concreto del ruolo del libraio, capace di suggerire letture che diventano strumenti per interpretare luoghi, persone ed esperienze.

Generico 19 Oct 2026

Cristina Boracchi: «La cultura è un diritto e fare rete è fondamentale»

A portare il saluto di Filosofarti è stata Cristina Boracchi, anima del festival di filosofia e arti che si prepara alla sua ventitreesima edizione.

Boracchi ha spiegato perché Filosofarti abbia deciso di sostenere il progetto di Francesca Boragno, presentato alla Fondazione Comunitaria del Varesotto nell’ambito di 30 giorni per donare. «Crediamo che la cultura sia un diritto e che sia giusto lavorare in rete. Un’applicazione come quella inventata da Francesca è un’esperienza di rete, proprio come Filosofarti».

Il festival ogni anno sceglie un progetto da accompagnare e promuovere, favorendo la raccolta di donazioni che vengono destinate direttamente alla realtà sostenuta. Se sarà raggiunta la quota prevista, la Fondazione Comunitaria del Varesotto raddoppierà il contributo raccolto.

Dopo aver ricordato che negli anni precedenti erano state sostenute soprattutto iniziative di solidarietà e attenzione alle fragilità sociali, Boracchi ha spiegato la scelta di puntare questa volta sulla cultura e in particolare sulle librerie indipendenti. Il progetto si inserisce anche nel tema della prossima edizione di Filosofarti, Occidenti: valori e inquietudini, attraverso la valorizzazione dei libri, delle esperienze culturali e della collaborazione tra territori.

Un video dedicato al mondo delle librerie ha quindi introdotto il confronto con gli ospiti.

Vittorio Graziani: «Leggere è l’unico modo per essere davvero liberi»

Il primo a intervenire è stato Vittorio Graziani, libraio dell’anno 2025 e autore di Vendere libri è una cosa seria, che ha subito messo in discussione una certa rappresentazione romantica del mestiere. «Ho sempre detestato tutta quella retorica che spesso circonda le librerie. Chi ci lavora sa che fare il libraio è qualcosa di molto diverso».

Graziani ha ricordato la propria esperienza, cominciata anche come magazziniere alla Feltrinelli di Napoli nel 2001, distinguendo tra il desiderio di fare il libraio e la scelta, molto più complessa, di aprire e gestire una libreria. La passione rimane, naturalmente. E c’è un momento che per lui continua a conservare un fascino particolare: quello in cui si spengono le luci della libreria alla fine della giornata.

Ma il cuore del suo intervento è stato soprattutto il valore della lettura come strumento di conoscenza. «Se vogliamo conoscere davvero quello che sta succedendo in Medio Oriente, dobbiamo leggere dei libri. Non abbiamo altre forme di conoscenza che ci permettano di costruirci un’idea profonda, una nostra opinione, uscendo dall’ignoranza e dall’approssimazione».

Non si tratta soltanto di leggere saggi. Anche un romanzo può offrire strumenti per comprendere il mondo. Da qui il ruolo fondamentale dei librai, chiamati a svolgere una mediazione culturale tra la produzione editoriale e i lettori, garantendo professionalità e libertà di scelta.

Il problema delle grandi catene e la necessità di formare i librai

Graziani ha affrontato anche le difficoltà strutturali del mercato librario italiano, soffermandosi sulla concentrazione delle attività editoriali, distributive e commerciali nelle mani di pochi grandi gruppi.

Ha citato Feltrinelli, Mondadori e Giunti, sottolineando come la presenza degli stessi operatori in più fasi della filiera possa condizionare l’offerta libraria. Una situazione che, secondo il libraio milanese, limita gli spazi di autonomia e rende ancora più importante la presenza delle librerie indipendenti.

Ma non basta essere indipendenti per offrire un servizio di qualità. «In Italia non abbiamo una scuola per librai. In Germania si studia per due anni, in Francia esistono istituti che aiutano e formano. Da noi chiunque domani mattina può aprire una libreria».

Il rischio, ha osservato, è che la passione non sia accompagnata da competenze adeguate, con conseguenze sulla capacità di gestire l’attività e sulla sua sopravvivenza economica. Per questo, secondo Graziani, non bisogna sostenere indiscriminatamente tutte le librerie, ma soprattutto i progetti imprenditoriali seri e il mestiere del libraio.

Il progetto per la Hoepli: «Siamo a buon punto, servono quattro milioni e mezzo»

Uno dei passaggi più interessanti dell’incontro ha riguardato il futuro della libreria Hoepli di Milano, la cui chiusura ha rappresentato un duro colpo per il mondo culturale della città.

Graziani è tra i protagonisti di un’iniziativa imprenditoriale che punta a far rinascere lo storico punto vendita. «Non posso dire molto perché sono vincolato da un accordo di riservatezza. Posso però dire che siamo a buon punto. L’idea è riaprire la libreria dove si trovava, mantenendo il nome e parte dei dipendenti, sviluppandola come una moderna libreria indipendente».

Un progetto ambizioso che richiede un investimento di quasi quattro milioni e mezzo di euro. Graziani ha ricordato che la Hoepli era la più grande libreria indipendente italiana, con un fatturato paragonabile a quello di venti o venticinque piccole librerie e circa quaranta dipendenti. La sua chiusura, ha precisato, è avvenuta attraverso una liquidazione volontaria, non per fallimento.

L’iniziativa per la riapertura è nata quasi casualmente, dopo un editoriale scritto dallo stesso Graziani sul Corriere della Sera e una conversazione a pranzo con un’avvocata, poi coinvolta nel progetto imprenditoriale.

Da quella prima idea è cominciato un lavoro di incontri e contatti con centinaia di persone del mondo economico milanese. «Quando chiude una libreria, di solito ci sono dieci giorni di lacrime di coccodrillo. Poi apre un altro negozio e tutti se ne dimenticano». Questa volta l’obiettivo è provare a invertire la tendenza. E soprattutto coinvolgere direttamente gli imprenditori, senza aspettare necessariamente un intervento delle istituzioni pubbliche.

La libreria Hoepli di Milano potrebbe riaprire. Graziani: “Siamo a buon punto, servono quattro milioni e mezzo di euro”

«È l’imprenditoria che deve farsi avanti in questi casi», ha sottolineato Graziani, richiamando la tradizione editoriale milanese e le storie di Rizzoli e Mondadori. La trattativa resta aperta e la riapertura non è ancora definita, ma il lavoro svolto finora lascia intravedere una possibilità concreta.

Claudio Colombo: «Il capitale più importante sono le persone»

Il secondo intervento è stato quello di Claudio Colombo, che ha portato al confronto un punto di vista dichiaratamente imprenditoriale.

Colombo ha rilevato due librerie storiche, Nuova Terra di Legnano e Carù di Gallarate, entrambe con circa cinquant’anni di attività alle spalle e in una fase di difficoltà. «Ho deciso di rilevarle perché secondo me sarebbe stato un delitto lasciare che queste realtà del territorio andassero a finire male».

Per Colombo una libreria è anche un’azienda, e come tale deve essere gestita con attenzione, competenza e capacità organizzativa. «La prima cosa importante è il capitale. Ma parlo del capitale umano, non del denaro».

Oggi lavora con dieci collaboratori e considera fondamentale poter contare su persone preparate, appassionate e capaci di accompagnare i clienti nelle scelte senza essere invadenti.

La sua idea è quella di trasformare le librerie in luoghi vivi, capaci di richiamare persone attraverso incontri, dibattiti, presentazioni e iniziative culturali. Una particolare attenzione viene riservata anche agli autori del territorio, offrendo spazio a chi ha storie, esperienze e riflessioni da condividere. «Bisogna portare le persone fuori di casa, farle incontrare e discutere. La libreria ha anche una funzione sociale».

Il tema della rete è tornato più volte nel suo intervento. Le librerie indipendenti, ha spiegato, si confrontano con gruppi molto più strutturati e dotati di risorse economiche maggiori. Proprio per questo la collaborazione diventa indispensabile. «Fare rete è fondamentale, così come diffondere conoscenza, collaborare e dare spazio alle idee».

Matteo Brandolini: «La libreria deve diventare un centro culturale»

A chiudere il confronto è stato Matteo Brandolini, il più giovane dei tre librai, arrivato al tavolo quando la discussione era già iniziata. La sua Librando, aperta a Gallarate da quasi tre anni, rappresenta un’esperienza diversa, nata con l’obiettivo di andare oltre la semplice vendita di libri.

«Non direi di essere tranquillo, perché è complicato. Però sono veramente soddisfatto di come sta andando, soprattutto perché l’idea di libreria che avevo in mente si è dimostrata sensata». Brandolini ha raccontato di aver scelto consapevolmente uno spazio non centralissimo, ma abbastanza grande da ospitare una sala dedicata a incontri, piccole mostre e attività culturali.

La risposta dei lettori è stata incoraggiante. «Ci sono persone che vengono in libreria più volte alla settimana. Alcune le vedo quasi tutti i giorni». Un segnale che conferma come una libreria possa diventare un luogo da frequentare abitualmente, anche senza avere necessariamente un acquisto da fare.

Per Brandolini il valore delle librerie indipendenti sta anche nella diversità delle proposte. Ogni libreria ha una propria identità, una selezione di titoli e un modo particolare di costruire il rapporto con i lettori. Questa pluralità non rappresenta un limite, ma una ricchezza per il territorio.

Gallarate, una città dove le librerie continuano a investire

Dal confronto è emersa anche una riflessione sul panorama librario gallaratese, che sembra mostrare segnali in controtendenza rispetto alle difficoltà registrate in altre città.

Accanto alle realtà storiche come Carù e alle esperienze più recenti come Librando, sono state ricordate altre attività cittadine e la prospettiva di nuove aperture dedicate in particolare ai bambini.

Una pluralità di librerie che, secondo Brandolini, può diventare un elemento di attrazione anche per chi abita nei comuni vicini. Il giovane libraio ha ricordato la propria esperienza di ragazzo cresciuto a Magnago, quando per acquistare un libro era necessario scegliere in quale città andare.

Oggi la presenza di più librerie con identità differenti potrebbe spingere un numero crescente di persone a scegliere Gallarate. Non si tratta necessariamente di concorrenza tra negozi, ma della possibilità di costruire un’offerta culturale più ampia e articolata.

Adottare una libreria per sostenere la lettura

Il progetto presentato da Francesca Boragno punta proprio a valorizzare questa rete di esperienze. Attraverso SBAP! sarà possibile conoscere i librai, ascoltare le loro storie e scoprire librerie indipendenti che rappresentano punti di riferimento culturali nei rispettivi territori.

La raccolta fondi promossa con Filosofarti e la Fondazione Comunitaria del Varesotto vuole sostenere questa nuova fase di sviluppo dell’applicazione, partendo dalle librerie della provincia per costruire una rete sempre più ampia.

Perché dietro ogni libreria ci sono conti da far quadrare, costi, dipendenti, problemi di gestione e sfide commerciali. Ma ci sono anche incontri, relazioni, occasioni di conoscenza e possibilità di costruire comunità. La passione per i libri, da sola, non basta a tenere aperta una libreria. Servono professionalità, investimenti, capacità imprenditoriale e collaborazione.

È questo il filo che ha unito i tre interventi e il progetto raccontato da Francesca Boragno. Un messaggio che riguarda non soltanto chi vende libri, ma anche chi li legge e le città che vogliono continuare ad avere spazi dedicati alla cultura.

Via Confalonieri, 5

Castronno

Tutti gli eventi

di novembre

Redazione
info@legnanonews.com
Noi della redazione di LegnanoNews abbiamo a cuore l'informazione del nostro territorio e cerchiamo di essere sempre in prima linea per informarvi in modo puntuale.
Pubblicato il 24 Ottobre 2026
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore