Alla scoperta del Museo Tattile Varese, dove è obbligatorio toccare
Dede Conti, Livia Cornaggia e Giorgio Caporale raccontano a Soci All Time un luogo unico in Europa. Nato con l'intento di creare un'esperienza museale per non vedenti, negli anni ha saputo conquistare un pubblico ampio dai bambini agli adulti
A Varese c’è un museo dove non solo è permesso toccare le opere, ma è proprio attraverso le mani che si scoprono l’arte, l’architettura e il mondo che ci circonda. È il Museo Tattile Varese, ospitato dal 2011 a Villa Baragiola, nel quartiere di Masnago, e protagonista di una puntata di Soci All Time, il programma di Radio Materia realizzato in collaborazione con CSV Insubria. A raccontare questa esperienza ai microfoni di Orlando Mastrillo sono stati Dede Conti, Livia Cornaggia e Giorgio Caporale, protagonisti dell’attività del museo e dell’associazione Controluce ODV che lo gestisce.
Un museo dove le opere si scoprono con le mani
Il Museo Tattile di Varese è una realtà particolare nel panorama culturale europeo. A differenza dei musei tradizionali, dove le opere sono generalmente protette e non possono essere toccate, qui il tatto diventa lo strumento principale per conoscere e comprendere ciò che si ha davanti. L’esposizione è dedicata interamente a modelli architettonici realizzati in legno, che riproducono edifici, monumenti e luoghi di particolare interesse storico e artistico. Tutti i modelli sono costruiti a mano da Giorgio Caporale, modellista e tra gli ideatori del progetto. La proposta non si rivolge soltanto alle persone cieche e ipovedenti. Al contrario, il museo invita anche chi vede a sperimentare una modalità diversa di conoscenza, attraverso percorsi durante i quali i visitatori vengono bendati e accompagnati nell’esplorazione delle opere. L’obiettivo è imparare a costruire un’immagine mentale utilizzando le mani, scoprendo dettagli, proporzioni e forme che spesso sfuggono a uno sguardo veloce.
Da Barcellona a Villa Baragiola: come è nato il Museo Tattile
La storia del museo comincia molto prima della sua inaugurazione, avvenuta il 23 aprile 2011. L’idea nasce dall’esperienza professionale di Dede Conti e Giorgio Caporale, che gestivano un laboratorio specializzato nella realizzazione di modelli architettonici. La scintilla arriva durante un viaggio a Barcellona. Davanti a Casa Batlló, uno degli edifici più conosciuti dell’architetto Antoni Gaudí, Dede Conti nota un piccolo modello tattile in plastica che riproduce la facciata. Da quell’incontro nasce una riflessione: perché non utilizzare l’esperienza maturata nella costruzione dei modelli per creare uno spazio nel quale l’architettura possa essere conosciuta anche attraverso il tatto?
Il progetto prende forma grazie anche al confronto con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Varese e con l’allora presidente Gaetano Marchetti. Un dialogo fondamentale per costruire un museo capace di rispondere alle reali esigenze delle persone con disabilità visiva. La sede viene individuata a Villa Baragiola, a Masnago, dove il museo apre le porte al pubblico e comincia a sviluppare le proprie attività.
Modelli in legno realizzati a mano: il lavoro di Giorgio Caporale
Uno degli elementi che rendono particolare il Museo Tattile di Varese è la realizzazione delle opere. I modelli sono costruiti interamente a mano e utilizzando esclusivamente il legno, attraverso un processo artigianale che richiede competenze tecniche, conoscenza dell’architettura e una grande attenzione alle esigenze di chi dovrà esplorarli.
Giorgio Caporale parte direttamente dal tavolame e costruisce una vera struttura interna, solida e resistente, successivamente rivestita e completata con i dettagli architettonici.
Non si tratta quindi di semplici riproduzioni decorative. Ogni modello deve sopportare il contatto continuo delle mani dei visitatori e, soprattutto, deve essere facilmente leggibile attraverso il tatto. Per questo la progettazione richiede anche un lavoro di sintesi: alcuni elementi vengono valorizzati, altri semplificati, in modo da rendere comprensibile la struttura senza sovraccaricarla di dettagli.
Prima della costruzione è necessario studiare attentamente l’edificio originale, spesso confrontandosi con archeologi e altri esperti. Nei casi più complessi, come le riproduzioni del Muse di Trento o del Sacro Monte di Varese, il lavoro può richiedere fino a tre mesi. Questa specializzazione distingue il museo varesino anche da altre importanti realtà europee, come il Museo Omero di Ancona e il Museo Tiflologico di Madrid, che ospitano anche riproduzioni di sculture e opere pittoriche.
Non solo visite: laboratori, scuole e progetti per la città
Nel corso degli anni il Museo Tattile ha ampliato le proprie attività, trasformandosi in un luogo di educazione, sperimentazione e incontro.
Accanto alle visite guidate vengono organizzati laboratori per bambini e ragazzi, percorsi didattici per le scuole e attività rivolte agli adulti.
Una parte importante del lavoro riguarda anche la formazione degli operatori turistici e culturali, per insegnare come raccontare un’opera d’arte o un luogo a una persona che non può vederlo.
Tra i progetti realizzati c’è anche una mappa tattile dell’Ospedale di Circolo di Varese, sviluppata insieme agli studenti del CPIA, il Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti. Un’iniziativa che dimostra come le competenze del museo possano essere utilizzate per migliorare l’accessibilità di spazi pubblici e servizi.
L’associazione lavora inoltre alla progettazione di giochi tattili rivolti alle persone con demenza lieve o moderata e ai loro caregiver, con l’obiettivo di proporre attività capaci di stimolare le capacità cognitive e la relazione.
Non mancano le iniziative dedicate ai più piccoli, come i libri tattili illustrati. Tra questi c’è la storia del Drago Filippo, un personaggio nato per accompagnare e rassicurare i bambini durante l’esperienza al museo.
Dal team building aziendale ai modelli per altri musei
L’esperienza sviluppata a Varese ha trovato applicazione anche al di fuori di Villa Baragiola. Il laboratorio ha realizzato modelli tattili destinati ad altre istituzioni culturali, tra cui il Muse di Trento, il Museo delle Palafitte di Fiavè, il Museo Archeologico di Cagliari e il Museo della Ceramica di Laveno.
Un’attività che permette di portare l’accessibilità tattile in luoghi diversi e di contribuire alla diffusione di un modo più inclusivo di vivere il patrimonio culturale.
Tra le proposte più originali ci sono anche le attività di team building rivolte alle aziende. Attraverso esperienze sensoriali e lavori di gruppo, i partecipanti vengono invitati a utilizzare il tatto e a confrontarsi con modalità di comunicazione differenti. Il museo organizza inoltre feste di compleanno con laboratori creativi, workshop narrativi, anche con la partecipazione di scrittori come Patrick Fogli, e installazioni speciali durante il periodo natalizio.
La sfida delle risorse e il sogno di portare il museo altrove
Dietro le attività del Museo Tattile c’è il lavoro dell’associazione Controluce ODV, che porta avanti il progetto attraverso l’impegno dei volontari, la partecipazione a bandi e le risorse generate dalle iniziative organizzate. La sostenibilità economica rimane una delle principali difficoltà. La realizzazione dei modelli richiede molto tempo, mentre le attività educative e sociali hanno bisogno di personale, competenze e investimenti.
Per questo l’associazione continua a sviluppare nuove proposte, cercando di ampliare il pubblico e costruire collaborazioni con scuole, istituzioni culturali, aziende e altre realtà del territorio. Tra i desideri per il futuro c’è anche quello di replicare l’esperienza del Museo Tattile in altre città, portando altrove un modello culturale ed educativo nato a Varese.
Un progetto che, a distanza di oltre quindici anni dalla sua ideazione, continua a dimostrare come l’accessibilità non sia soltanto uno strumento per abbattere le barriere, ma possa diventare un’opportunità per tutti di scoprire nuovi modi di conoscere.
La puntata di Social Time, condotta da Orlando Mastrillo e realizzata in collaborazione con CSV Insubria, è disponibile su Radio Materia, ascoltabile anche in streaming su www.radiomateria.it.









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