Federico Faggin alla Liuc: “Nell’era dell’Intelligenza artificiale bisogna educare, non istruire”
Il fisico e inventore del primo microprocessore commerciale ha incontrato studenti, docenti e cittadini nell'Aula Magna dell'ateneo. Al centro dell'intervento i limiti dell'Intelligenza artificiale, il futuro dell'educazione e il ruolo della conoscenza critica
«Nell’era dell’Intelligenza artificiale bisogna educare invece di istruire, andare a fondo anziché limitarsi a trasferire informazioni». È questo uno dei messaggi lasciati da Federico Faggin agli studenti della LIUC – Università Cattaneo, dove il fisico e inventore del primo microprocessore commerciale è intervenuto martedì 6 ottobre davanti a un’Aula Magna gremita di studenti, docenti e cittadini.
L’incontro, inserito in una serie di appuntamenti patrocinati dal Comune di Busto Arsizio e organizzati dall’Associazione Villa Hegla, è stato fortemente voluto dai vertici dell’ateneo e ha offerto l’occasione per affrontare alcuni dei temi al centro della riflessione del celebre scienziato.
Nel corso della lezione si è parlato di computer quantistici, dei limiti dello scientismo e delle trasformazioni che l’Intelligenza artificiale sta producendo nella società contemporanea. Proprio su quest’ultimo tema Faggin ha invitato il pubblico a mantenere uno sguardo critico e consapevole. «Con l’IA cambia la relazione tra una macchina e noi stessi», ha spiegato, osservando come sempre più spesso questi strumenti vengano considerati una sorta di oracolo a cui affidarsi. «Sarebbe invece compito di ognuno di noi impegnarci per saperne ancora un po’ di più».
Secondo Faggin, l’Intelligenza artificiale rappresenta oggi anche un fenomeno economico di dimensioni enormi. Durante l’incontro ha ricordato come, nell’arco di un solo anno, le aziende della Silicon Valley abbiano investito nel settore circa 1.000 miliardi di dollari.
Agli studenti presenti il fisico ha infine rivolto un incoraggiamento che va oltre la tecnologia e riguarda il modo di stare nel mondo: cooperare più che competere, valorizzando le proprie inclinazioni personali e costruendo percorsi di crescita autentici.










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