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Nelle scuole laboratori per conoscere l’altro: il progetto dell’Associazione di Etnopsicologia dello Sviluppo

Due incontri nelle scuole primarie e secondarie per ragionare su migrazioni, benessere psicologico, ascolto e differenze culturali: il progetto dell’associazione raccontato ai microfoni della trasmissione realizzata con CSV Insubria

salvatore zavaglia irene venturella etnopsicologia dello sviluppo


Conoscere le radici culturali delle persone, comprendere cosa accade quando ci si sposta da un Paese all’altro e imparare a considerare le differenze come una risorsa. È il lavoro dell’Associazione Scientifico-Culturale di Etnopsicologia dello Sviluppo, realtà del terzo settore nata nel 2022 e impegnata anche nelle scuole con progetti dedicati a migrazioni, multiculturalità e inclusione sociale.

A raccontare attività e obiettivi dell’associazione sono stati il presidente Salvatore Zavaglia e la vicepresidente Irene Venturella, ospiti di Soci All Time, la trasmissione di Radio Materia realizzata in collaborazione con CSV Insubria e dedicata alle realtà del territorio e al mondo del volontariato.

Che cos’è l’etnopsicologia dello sviluppo

Al centro dell’attività dell’associazione c’è una disciplina che studia lo sviluppo mentale e relazionale delle persone tenendo conto dei fattori culturali che contribuiscono a formarle: dalla lingua alla religione, passando per miti, morale, tradizioni e costumi. L’etnopsicologia dello sviluppo guarda quindi alla persona all’interno del proprio contesto culturale e sociale e cerca di capire come questo bagaglio intervenga nei processi di crescita, nelle relazioni e nei cambiamenti che accompagnano la vita.

Un ambito importante riguarda le migrazioni. La disciplina approfondisce le ragioni e i bisogni che portano persone e gruppi a lasciare i propri luoghi d’origine, ma anche le conseguenze che questi spostamenti producono nel tempo sulle relazioni personali, familiari e sociali. L’approccio si distingue dall’etnopsichiatria, maggiormente orientata allo studio dei disturbi e delle patologie: l’etnopsicologia dello sviluppo concentra invece l’attenzione più generale sul funzionamento del pensiero, sulle credenze e sulle relazioni nelle differenti comunità culturali.

La diversità come strumento di conoscenza

Uno degli obiettivi dell’associazione è trasformare questa conoscenza in strumenti utili per la vita quotidiana. Comprendere il percorso di una persona migrante significa infatti confrontarsi con aspettative, difficoltà e tempi necessari per inserirsi in un nuovo contesto senza necessariamente abbandonare la propria cultura di origine. L’inclusione, in questa prospettiva, non coincide con la cancellazione delle differenze. Il lavoro punta piuttosto sull’ascolto e sulla capacità di conoscere l’altro, considerando la diversità culturale come un elemento che può arricchire le relazioni.

Un’attenzione particolare è rivolta anche alle seconde generazioni, ragazzi e ragazze che crescono confrontandosi quotidianamente con più riferimenti culturali. Allo stesso tempo, l’associazione propone strumenti di conoscenza e formazione per chi opera negli ambiti scolastico e sociosanitario e incontra una popolazione sempre più eterogenea.

I laboratori nelle scuole

È proprio dalle scuole che passa una parte importante dell’attività. L’associazione propone il progetto “Inclusione sociale, valori aggiunti apportati dalla diversità”, inserito nella piattaforma “Educazione civica e volontariato”, promossa dal Ministero dell’Istruzione e del Merito insieme a CSVnet. I laboratori sono destinati agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado e prevedono due incontri di due ore ciascuno, organizzati nell’arco di circa quindici giorni in accordo con gli insegnanti.

Durante gli incontri i ragazzi vengono accompagnati a riflettere sulle radici dell’etnopsicologia, sulle motivazioni che nel corso della storia hanno spinto le persone a migrare, sul rapporto tra migrazione e benessere psicologico e, soprattutto, sui modi attraverso i quali è possibile comunicare con chi ha esperienze e riferimenti culturali differenti dai propri. Non si tratta soltanto di trasmettere nozioni. L’obiettivo è sviluppare capacità di ascolto, comunicazione e relazione, offrendo ai ragazzi strumenti da utilizzare nelle interazioni quotidiane e nella costruzione dei rapporti con i coetanei. Il percorso può inoltre intrecciarsi con diverse materie scolastiche, dall’educazione civica all’italiano, dalla storia alla geografia, fino alle lingue straniere, alla filosofia e alla biologia.

Conoscersi per vivere in una società che cambia

Dietro ai laboratori c’è una questione che va oltre le aule scolastiche. Migrazioni e multiculturalità fanno ormai parte della vita quotidiana e modificano progressivamente comunità, famiglie, scuole e servizi. Il contributo dell’etnopsicologia dello sviluppo parte proprio dalla conoscenza di questi cambiamenti: comprendere da dove arrivano comportamenti, bisogni e modi differenti di interpretare la realtà può aiutare a ridurre le distanze e a costruire relazioni più consapevoli. Ed è dai più giovani che l’associazione ha scelto di cominciare, portando nelle classi occasioni di confronto per imparare a conoscere l’altro prima ancora di giudicarne le differenze.

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Pubblicato il 09 Settembre 2026
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