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A Legnano arriva “Dante e il mantra della pace”, un viaggio di musica e parole tra le cantiche della Commedia

Lo spettacolo, patrocinato dalla Fondazione Cariplo e dal Comune, si terrà venerdì 30 ottobre alle 20.30 nell'Auditorium dell'Istituto Barbara Melzi

Generico 19 Oct 2026

C’è un motivo per cui le grandi storie sono tali: hanno tutte l’incredibile e unica capacità di parlare con gli uomini di ogni epoca e di ogni luogo. E a questa regola non fanno eccezione i canti del più grande poeta italiano di tutti i tempi, Dante Alighieri, che torna a Legnano in un viaggio tra parole e musica attraverso i tre regni ultraterreni della sua Commedia.

In occasione del ventennio di attività della Fondazione Comunitaria Ticino Olona, venerdì 30 ottobre alle 20.30, l’auditorium dell’Istituto Barbara Melzi ospiterà “Dante e il mantra della pace“, spettacolo in cui Gianni Vacchelli, curatore dei testi, della lettura e della narrazione, Michele Fedrigotti, musica e pianoforte, e Francesco De Pirro, violoncello, saranno i protagonisti indiscussi. L’evento, patrocinato dalla Fondazione Cariplo e dal Comune, è organizzato in collaborazione con l’Istituto Canossiano Barbara Melzi e l’Istituto Superiore Carlo dell’Acqua.

«Il nostro è un tempo dissonante, bellicoso, ed è proprio per questo che la parola di Dante può avere una potenza straordinaria – sottolinea Gianni Vacchelli -. Dante sa bene che la pace è un cammino, una costante lotta contro le forze dell’oscurità, un itinerario dalla “bestia senza pace” alla “pace eterna”. Anche noi abbiamo sperimentato che la musica e la parola di Dante creano una sinergia e una forza che tocca il cuore e il corpo di ciascuno di noi, lasciandosi trasportare dal proprio sentimento nella narrazione del poeta».

In questo cammino, anche il comparto musicale, arricchito di basi preregistrate e componimenti del tutto originali, diventa occasione di riflessione e indagine interiore. «All’interno di questo “teatro povero”, il pubblico può sviluppare una sua creazione d’immagine attraverso suoni, parole e impressioni quanto più varie − spiega infatti Michele Fedrigotti −. Musicalmente, misurarsi con la parola di Dante spaventa. Nell’artigianato, però, non si è mai davvero consapevoli del prodotto conclusivo: talvolta, finiamo addirittura per stupirci della nostra stessa creazione, che ci supera e, in un certo senso, trascende».

«Attualizzare Dante è un’operazione necessaria per risvegliarci dal sonno tenebroso in cui noi, il mondo, siamo caduti – precisa Salvatore Forte, presidente della Fondazione Ticino Olona -, per lanciare un amo di salvezza in quest’epoca oscura e, soprattutto, per ritrovare in noi stessi la capacità di indignarci». Non è un caso che ancora oggi si intonino i versi dei classici del passato, si cantino le vicende che loro stessi cantarono e ci si interroghi di fronte alle stesse domande. Anzi, oggi più che mai bisogna soffermarsi al suono delle loro voci, filtrando il rumore della nostra quotidianità, perché, forse, è nel passato che possiamo trovare le risposte per il presente. È proprio questa la visione d’insieme che caratterizza l’intero spettacolo: «Con una manciata di note si possono tendere le corde dell’anima e del cuore − conclude Flavio Merlo, dirigente scolastico dell’Istituto Canossiano Barbara Melzi −.  Infatti, è solo dentro di noi che si può trovare l’attualità di Dante e della Commedia, trovando un Virgilio, un punto di riferimento, una guida nel nostro cammino di vita».

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Pubblicato il 21 Ottobre 2026
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