Duplomatic Automation di Legnano, stipendio a metà: scatta lo sciopero a singhiozzo
Ai 53 dipendenti dello stabilimento di Legnano è stato versato solo un acconto di mille euro. La Fiom: "Incertezza anche sul prossimo mese". I lavoratori chiedono il saldo e un piano industriale
«La prima volta che sono entrato alla Duplomatic di Legnano è stato oltre trent’anni fa. Sono stato più tempo qui che a casa mia». Gabriele Pianezzola ha passato la cinquantina, ma il suo primo giorno di lavoro ce l’ha ancora ben impresso nella mente. È un metalmeccanico vero e lavora alle dentature dei pezzi ed esegue le rettifiche, nonostante abbia un diploma in tasca di perito agrario. Per lui la tuta blu è una seconda pelle. Al suo fianco ci sono Iosif Fodor, di origini rumene, un esperto di montaggio, oggi magazziniere, e Amoudi Khalid, ingegnere di origini marocchine e responsabile acquisti, da oltre vent’anni al servizio della storica azienda metalmeccanica di piazzale Bozzi. La Duplomatic Automation spa è stata fondata nel 1952, ha 53 dipendenti e produce torrette per torni a controllo numerico e dispositivi destinati ai costruttori di macchine utensili di tutto il mondo.
NON È STATO PAGATO PER INTERO LO STIPENDIO
Questi tre lavoratori fanno parte della Rsu della Fiom Cgil alla Duplomatic Automation e ognuno racconta una storia legata all’azienda, condividendo al tempo stesso un sentimento di delusione. L’azienda metalmeccanica non ha infatti pagato per intero l’ultimo stipendio, ma ha versato soltanto un acconto di mille euro a ciascun lavoratore, senza indicare una data per il saldo.
«Lo stipendio avrebbe dovuto essere pagato il 9 ottobre – spiega Rino Pezone, della segreteria provinciale della Fiom Cgil – ma solo tre giorni dopo, a seguito delle richieste di incontro avanzate dalla rappresentanza sindacale, è arrivato l’acconto di mille euro. Qui ci sono persone che devono pagare il mutuo, l’affitto e la scuola per i figli».
TROPPE INCERTEZZE
«A dire il vero non sappiamo nemmeno se il prossimo mese ci sarà lo stipendio», sottolinea Khalid. I lavoratori hanno avviato uno sciopero a singhiozzo dopo il mancato pagamento per intero dell’ultima retribuzione. La produzione, intanto, continua, anche se, secondo la Rsu, ci sono segnali evidenti di difficoltà.
I delegati sindacali attribuiscono le difficoltà a scelte gestionali che giudicano sbagliate e indicano, tra i problemi, anche la mancanza di investimenti negli anni. Fodor ricorda inoltre una progressiva riduzione dell’organico. Dopo la separazione dell’attività di automazione da quella oleodinamica, i dipendenti erano 105. Secondo la Rsu, chi è andato in pensione è stato sostituito solo in parte.

SCIOPERO A SINGHIOZZO
La Fiom ha quindi scelto una forma di protesta che prevede dieci minuti di sciopero ogni ora. Una modalità pensata anche per limitare la perdita di salrio dei dipendenti, già alle prese con uno stipendio dimezzato, e allo stesso tempo per non bloccare completamente la produzione, considerato che le commesse ci sono. «Per sette ore, comunque, lavoriamo», spiegano i delegati, che intendono proseguire la mobilitazione almeno fino a quando non arriverà una risposta sul saldo.
GARANZIE ECONOMICHE
La Rsu ha annunciato un incontro urgente con l’azienda, previsto per il 22 ottobre. I lavoratori vogliono risposte sul pagamento della parte restante dello stipendio, ma chiedono anche garanzie economiche per il mese successivo e per il futuro. Al tavolo intendono inoltre avanzare la richiesta di un piano industriale per i prossimi mesi. L’obiettivo della mobilitazione, nelle parole dei delegati, non è fermare l’attività, ma ottenere indicazioni concrete sulla continuità dell’azienda e sulle prospettive dei suoi 53 dipendenti.









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