Elogio della Soprintendenza della Lombardia all’Archivio comunale: “Rho esempio virtuoso”
Un centinaio di persone hanno avuto modo di conoscere pergamene del 1500, gli esiti rhodensi del referendum del 1946 e la storia dello stemma della città
L’Archivio Comunale di Rho ha aperto sabato 10 e domenica 11 ottobre le sue porte per visite guidate alla scoperta del proprio patrimonio e, in occasione del momento introduttivo, ha ricevuto i complimenti direttamente da Francesca Furst, alla guida della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia . “A chi chiederà indicazioni, suggeriremo di chiamarvi: il modello Rho va esportato perché è un modello virtuoso”.
Il week end è stato organizzato aderendo all’iniziativa “Domeniche di carta” promossa dal Ministero della cultura, un viaggio nel patrimonio documentario dell’Italia, per riscoprire secoli di storia attraverso le carte. Un centinaio di persone hanno partecipato scoprendo, in particolare, alcuni documenti disposti in tre diversi angoli dell’Archivio di via Bersaglio 5, inaugurato lo scorso anno in una nuova sede e sottoposto a un riordino complessivo. Chiara Ceppi , Giusy Galatà, Federica Germana Giordani, della Cooperativa Archivistica e Bibliografica, hanno animato i tre corner: uno comprendeva sette pergamene, tra cui una concessione di Papa Giulio II, relativa al Convento degli Agostiniani, datata 1504, esposta accanto ad atti notarili dell’epoca per mostrare le differenze di impostazione fra atti pubblici e privati di cinque secoli fa; un secondo corner era dedicato al referendum del 1946 tra monarchia e repubblica e agli esiti elettorali rhodensi col primo voto a suffragio universale, rivelando che in realtà a Rho le donne avevano votato per la prima volta alle elezioni amministrative del 24 marzo 1946; un terzo allo stemma di Rho analizzato in parallelo alla storia dei Capitani De Raude e del vescovo Anselmo da Rho e, poi, al momento in cui nel 1932 Rho ha ottenuto il titolo di Città, con tanto di domanda alla Consulta Araldica.
“Il 21 giugno 2025 abbiamo inaugurato questa sede – ha ricordato Emanuela Marcoccia, Direttore Area Affari Generali Comune di Rho – ma già nel 2023 avevamo avviato il riordino e la valorizzazione del patrimonio archivistico, un lavoro che tuttora procede. La necessità di trasferirsi dalla collocazione precedente si è trasformata in opportunità. In questi armadi tantissimi documenti cartacei raccontano la storia delle persone, la vita sociale e amministrativa di Rho. Dietro ogni foglio ci sono persone e la storia della comunità. Ringrazio Viviana Favino e Andrea Tabbia per la dedizione con cui si occupano dell’Archivio. E ringrazio la Soprintendenza archivistica per averci sempre supportato”.
Francesca Furst, a capo della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia, ha aggiunto: “Gli Archivi sono tutelati per legge, lo chiede la Costituzione ed è un dovere di tutti. Noi vigiliamo affinché questo compito sia svolto al meglio. Qui conservate documenti importanti che vanno ordinati per essere conosciuti dai cittadini, da chi compie studi e ricerche. La catalogazione è fondamentale perché se non sappiamo di cosa disponiamo non sappiamo come proteggere e valorizzare ogni carta. Qui lo spazio è stato rifunzionalizzato e non succede spesso: Rho rappresenta un esempio virtuoso. Avete investito, vi siete presi cura dei documenti e ora avete a disposizione un archivio storico e di deposito da consultare su richiesta. La memoria è un tema delicato, il digitale avanza ma le carte hanno un valore, anche fisico. Molti Comuni chiedono di far consultare in outsourcing, con servizi esternalizzati, e lo fanno perché non dispongono di spazi adeguati. Voi avete valorizzato il vostro passato che ora parla al vostro futuro”.
Il sindaco Andrea Orlandi ha evidenziato la necessità di custodire i documenti: “Conservo libri e ricordi a casa, a beneficio delle mie figlie, perché un domani possano conoscere la storia di Rho, che affonda le radici in epoca romana, passa da Rho come piccolo borgo contadino per crescere con il tessile, le altre industrie e oggi con Fiera e Mind. L’Archivio di comunità va oltre noi stessi. Le carte permettono di non perdere il filo rosso della storia e, in futuro, avranno ancora più valore. Oggi un biglietto scritto a mano ha un valore incredibile, perché siamo abituati al digitale, che però è più effimero”.
L’Assessore agli Affari generali Alessandra Borghetti ha ringraziato il team guidato da Emanuela Marcoccia con competenza e professionalità: “Ci sono notizie fake che influenzano vita e politica, le notizie digitali sono facilmente manipolabili; lavorare in Archivio favorisce la ricerca di verità, basata su documenti reali, e la verità ha una forza incredibile. Per questo vorrei portare qui in visita le scuole e credo sia importante che la verità sia sempre fondamento di ogni decisione politica”.
Gabriele Locatelli, presidente di ANAI, l’Associazione Nazionale Archivistica Italiana Sezione Lombardia, ha evidenziato il patrocinio nazionale concesso all’evento rhodense, perché “siete una realtà di eccellenza”: “Aprire un Archivio non è banale, qui trovate splendidi documenti di oltre 500 anni fa. E’ davvero raro vedere il dietro le quinte: qui andate oltre il digitale e permettete, con il vostro lavoro, che tra cento anni i documenti della vostra storia possano essere visti dai vostri eredi. Qui ci sono le radici dei vostri diritti, è un Archivio perfetto. Se qualcuno ci chiederà come muoversi, inviteremo a chiamare Rho, perché avete visione, progettualità e fiducia nel futuro. E tutto questo è strategico, non si rivolge lo sguardo al passato ma a quello che avverrà domani”. Giusy Galatà ha concluso ricordando che durante la visita “si sposta il focus dagli oggetti alle relazioni, alle storie di persone che non ci sono più ma ancora ci parlano”.










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