Data center a Rho, SOS Fornace chiede una moratoria immediata: “Fermare tutti i progetti”
Dopo il corteo di protesta e la lettera del sindaco Orlandi alla Regione, il movimento rilancia la mobilitazione e chiede lo stop immediato a tutti i progetti di data center
Una moratoria immediata su tutti i progetti di data center presentati sul territorio. È la richiesta di SOS Fornace, che torna a intervenire sul tema dopo il corteo di protesta a Rho e la lettera inviata dal sindaco Andrea Orlandi all’assessore regionale alle Risorse energetiche Massimo Sertori per chiedere una regia sovracomunale sulla realizzazione dei nuovi insediamenti. «La lotta per fermare la costruzione di data center sul nostro territorio e oltre comincia a dare i suoi primi frutti, incrinando certezze che fino a poco tempo fa sembravano incrollabili», afferma SOS Fornace, che collega alla mobilitazione dei cittadini anche l’annuncio di possibili modifiche alla legge regionale. «Non riteniamo un caso che il giorno successivo al grande corteo di Rho l’assessore Sertori abbia annunciato modifiche a una pessima legge varata solo cinque mesi fa».
Al centro della presa di posizione c’è anche la lettera con cui il sindaco Orlandi ha chiesto alla Regione l’apertura di un tavolo con i Comuni e gli enti pubblici interessati, per affrontare la pianificazione territoriale e valutare gli effetti ambientali derivanti dalla concentrazione di più progetti. Nella comunicazione, secondo quanto riportato da SOS Fornace, il sindaco avrebbe inoltre confermato la presenza di sei richieste di allaccio a Terna per altrettanti data center sul territorio comunale. Per SOS Fornace, tuttavia, la richiesta del sindaco non è sufficiente. «A quanto Orlandi scrive a Sertori manca però la logica conseguenza, e cioè una moratoria immediata su tutti i progetti di data center».
Il movimento rivolge quindi le proprie critiche anche ai partiti di centrodestra, all’opposizione a Rho ma alla guida della Regione Lombardia, accusandoli di non aver assunto una posizione sufficientemente netta sulla questione. «Attendiamo ora che anche le forze politiche di opposizione facciano pressione sull’assessore regionale della Lega, dicendo in modo chiaro e netto che è inaccettabile trattare il territorio e i cittadini come una discarica utile solo al profitto delle multinazionali». SOS Fornace annuncia infine la prosecuzione della mobilitazione, senza escludere iniziative legali e nuove forme di protesta. «Vogliamo fermare questa ondata, vogliamo difendere il nostro territorio, il diritto alla salute e a una qualità della vita sostenibile. La nostra mobilitazione continua, con la consapevolezza che soltanto attraverso la lotta e la determinazione dimostrata fino ad oggi si otterranno dei risultati. Chiediamo a gran voce la moratoria subito, su tutti i progetti di data center presentati».
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