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Missione in Siria, il chirurgo legnanese Del Bene rinvia il rientro per operare un ragazzo di 17 anni

Un intervento che potrebbe migliorare sensibilmente la sua qualità di vita e che ha convinto il chirurgo legnanese e la sua équipe a posticipare il rientro in Italia

Missione in Siria della Fondazione War Children Hospital di Legnano

La missione ad Aleppo si prolunga di un giorno per permettere al dottor Massimo Del Bene, presidente della Fondazione War Children Hospital di Legnano, di operare un ragazzo di 17 anni che da due anni non riesce più a sollevare il piede a causa di una lesione a un nervo. Un intervento che potrebbe migliorare sensibilmente la sua qualità di vita e che ha convinto il chirurgo legnanese e la sua équipe a posticipare il rientro in Italia, inizialmente previsto per sabato 10 ottobre. «Non ce la siamo sentita di partire e lasciarlo lì senza operarlo, perché poi nessuno l’avrebbe fatto – racconta Del Bene da Aleppo –. Per noi significa un giorno in più prima di tornare a casa, ma per lui, se l’intervento andrà bene, potrebbe significare un cambiamento importante nella vita. A 17 anni può fare davvero la differenza».
Del Bene ha poi spiegato: «Due anni fa ha riportato una lesione a un nervo e da allora non riesce più a sollevare il piede. Si tratta di quello che viene chiamato piede cadente, o drop foot. Domani eseguiremo l’intervento nella speranza di riuscire a migliorare la sua condizione».

Interventi per dare una seconda possibilità

Martedì 6 ottobre. È stato il giorno in cui  il dottor Del Bene è atterrato in Siria accompagnato da Giorgio Giacomini, giovane chirurgo, e Alberto Meda, che si occupa degli aspetti gestionali e della documentazione fotografica della missione. A lavorare con loro, in sala operatoria, anche la dottoressa Rama Taleb una specializzanda in chirurgia del posto.  Da mercoledì 7 ottobre i medici sono impegnati in sala operatoria per curare giovani pazienti rimasti feriti durante la guerra. «Abbiamo operato mani e teste, intervenendo su lesioni provocate dalle bombe, anche per coprire ferite e perdite di tessuto a livello del cranio – spiega il chirurgo legnanese –. Abbiamo trattato un po’ di tutto, soprattutto ragazze adolescenti ferite dalle esplosioni, con lesioni alle mani ma anche in altre parti del corpo. Siamo molto soddisfatti di questa missione – conclude Del Bene –. Abbiamo deciso di rimandare il rientro e continuare a operare».

Il pozzo in Congo

Intanto a Goma, in Congo, è già iniziata la realizzazione del pozzo di acqua potabile destinato all’orfanotrofio, un progetto della Fondazione War Children Hospital di Legnano.

Dalla raccolta di 25mila euro al cantiere: a Goma nasce il pozzo della Fondazione War Children Hospital

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Gea Somazzi
gea.somazzi@legnanonews.com
Noi di LegnanoNews abbiamo a cuore l'informazione del nostro territorio e cerchiamo di essere sempre in prima linea per informarvi con attenzione.
Pubblicato il 09 Ottobre 2026
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