Dalla raccolta di 25mila euro al cantiere: a Goma nasce il pozzo della Fondazione War Children Hospital
Non sono passati che pochi giorni dal raggiungimento dei 25mila euro necessari e a Goma, in Congo, sono già partiti i lavori per il pozzo di acqua potabile
Dalla raccolta fondi a Legnano all’avvio dei lavori il passo è stato brevissimo. A Goma, in Congo, è già iniziata la realizzazione del pozzo di acqua potabile destinato all’orfanotrofio, un progetto della Fondazione War Children Hospital di Legnano. Ad annunciarlo oggi, venerdì 9 ottobre, è il presidente Massimo Del Bene, attualmente impegnato in una missione chirurgica ad Aleppo, in Siria. Una missione dedicata ai giovani feriti durante i conflitti. Due interventi umanitari in Paesi diversi, accomunati dall’obiettivo di rispondere a bisogni concreti, dalle cure chirurgiche all’accesso a una risorsa essenziale come l’acqua potabile.
Di fatto la notizia arriva a pochi giorni dal raggiungimento dell’obiettivo della raccolta fondi: 25mila euro, la somma necessaria per dare il via alla costruzione del pozzo. Un traguardo reso possibile grazie al contributo dei sostenitori della Fondazione, che si è già tradotto nell’avvio concreto del progetto. «Sono felisiccimo, questo è un risultato ottenuto graze a tutte le persone che hanno scelto di sostenerci e di credere insieme a noi in questa iniziativa – afferma Del Bene -. L’obiettivo è garantire l’accesso all’acqua potabile ai bambini ospitati nell’orfanotrofio di Goma, attraverso un impianto alimentato a energia solare, migliorando così le condizioni igienico-sanitarie e la qualità della vita. Dopotutto il nostro impegno non si limita alla chirurgia. Quando arriviamo in questi Paesi incontriamo necessità che riguardano la vita quotidiana delle persone. Avere accesso all’acqua potabile significa migliorare concretamente le condizioni di vita e la salute di un’intera comunità. Per questo abbiamo deciso di impegnarci anche nella realizzazione del pozzo a Goma».
Da Legnano ad Aleppo, il dottor Del Bene riparte per operare giovani feriti dalla guerra










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