Quantcast

Esce “Francesco Guccini – L’uomo che trasformò il tempo in canzone”, il nuovo libro del legnanese Roberto Bombassei

Il libro, nato come «viaggio immaginario alla ricerca dell'uomo e dell'artista», è «diventato anche un omaggio postumo» dopo la morte di Guccini

concerto guccini 11 novembre 2011

A pochi giorni dalla scomparsa del Maestrone, esce il nuovo libro dell’artista legnanese Roberto Bombassei dedicato a Francesco Guccini, nato come «viaggio immaginario alla ricerca dell’uomo e dell’artista» e «diventato anche un omaggio postumo» dopo la morte del cantautore.

«La prima copia avrebbe dovuto avere un destinatario preciso – sottolinea Bombassei -. Non una libreria, non una presentazione, non una fotografia promozionale. Sarebbe dovuta arrivare nelle mani dell’uomo che per generazioni ha trasformato la canzone in racconto, la memoria in poesia e la parola in uno strumento per interrogare il mondo. Ma il destino ha anticipato quel possibile incontro. Il libro, intitolato “Francesco Guccini – L’uomo che trasformò il tempo in canzone”, nasce dall’idea di raccontare Guccini non soltanto attraverso la sua biografia, ma soprattutto attraverso le domande che le sue canzoni hanno lasciato aperte. Una scelta precisa: entrare nel suo mondo attraverso un’intervista immaginaria, costruita intorno ai suoi temi, alle sue opere, alla sua poetica e alle sue riflessioni sulla vita, sulla memoria, sulla cultura, sulla libertà e sul futuro. Non una biografia tradizionale, dunque, ma un dialogo impossibile. Un dialogo che oggi assume un significato ancora più intenso».

«Guccini è stato molto più di un cantautore – aggiunge Bombassei -. È stato narratore, scrittore, osservatore della società, custode della memoria di un’Italia che nel corso della sua vita è cambiata profondamente. Da “La locomotiva” a “Dio è morto”, da “Autogrill” a “Incontro”, da “Cyrano” a “L’Avvelenata”, le sue canzoni hanno raccontato persone, ideali, sconfitte, amicizie, inquietudini e sogni. La sua forza è stata quella di non offrire risposte facili. Guccini ha sempre lasciato spazio al dubbio, alla riflessione, alla complessità. Ed è forse proprio per questo che le sue canzoni continuano a parlare anche a chi appartiene a generazioni lontane da quella in cui furono scritte».

«Guccini ha raccontato il tempo come pochi altri – prosegue l’artista -: il tempo dell’infanzia, il tempo degli amici, il tempo delle ideologie, il tempo delle illusioni, il tempo delle partenze e dei ritorni, e infine il tempo che passa e che, inevitabilmente, porta con sé le persone. Ma proprio qui nasce il paradosso dell’arte. Il tempo porta via gli uomini, ma non necessariamente le loro parole. Può scomparire una voce, ma rimanere una canzone; può chiudersi una vita, ma continuare un racconto. La copia che avrebbe dovuto essere consegnata al Maestro può oggi essere consegnata ai lettori. Perché sono loro, in fondo, a raccogliere il testimone. Sono loro che continueranno ad ascoltare “La locomotiva”. Sono loro che ritroveranno la nostalgia di “Incontro”. Sono loro che continueranno a interrogarsi attraverso “Dio è morto”. Sono loro che sorrideranno davanti all’ironia de “L’Avvelenata”. Sono loro che scopriranno, magari per la prima volta, quanto una canzone possa contenere una vita intera».

«L’intervista immaginaria contenuta nel volume non vuole sostituire la voce autentica di Guccini – conclude Bombassei -. Vuole piuttosto costruire uno spazio letterario nel quale le sue idee, i suoi temi e la sua poetica possano continuare a dialogare con il presente. È un incontro impossibile, certo, ma la letteratura è piena di incontri impossibili. Possiamo parlare con gli uomini del passato attraverso ciò che hanno scritto. Possiamo porre domande a chi non può più rispondere. Possiamo immaginare cosa direbbe un artista davanti alle trasformazioni del mondo. E soprattutto possiamo continuare ad ascoltarlo».

Dopo De André e Guccini, Bombassei sta preparando nuovi libri dedicati ad alcuni dei protagonisti più amati e significativi della storia della musica italiana: Vasco Rossi, Giorgio Gaber, Pino Daniele, Franco Battiato, Francesco De Gregori, Lucio Dalla e Roberto Vecchioni, «artisti differenti per stile, linguaggio, percorso umano e musicale, ma accomunati dall’essere diventati autentici simboli della cultura musicale italiana e, soprattutto, dall’essere profondamente amati dall’autore».

Via Confalonieri, 5

Castronno

Tutti gli eventi

di agosto

Redazione
info@legnanonews.com
Noi della redazione di LegnanoNews abbiamo a cuore l'informazione del nostro territorio e cerchiamo di essere sempre in prima linea per informarvi in modo puntuale.
Pubblicato il 10 Agosto 2026
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore