Sicurezza stradale a Legnano, una lettrice: “Serve più attenzione anche da parte dei pedoni”
Dopo il duplice investimento del 27 maggio, una cittadina chiede un confronto sulla responsabilità condivisa tra automobilisti e pedoni: «Le strisce non fermano istantaneamente un’auto»
Dopo il duplice investimento di pedoni avvenuto mercoledì 27 maggio a Legnano una lettrice ci ha scritto per condivire alcune sue riflessioni sul fronte della sicurezza stradale. A intervenire è Valeria C. cittadina legnanese, che in una lettera inviata alla redazione invita ad aprire una riflessione sul comportamento di automobilisti e pedoni. Nel testo la lettrice sottolinea come, nel dibattito pubblico, si tenda spesso a considerare l’automobilista come unico responsabile degli incidenti, ricordando invece che «la sicurezza è una responsabilità bilaterale. Ogni giorno assistiamo a scene da brivido. Proprio questa mattina, mentre viaggiavo a passo d’uomo (tra i 20 e i 30 km/h) in una trafficata zona scolastica, una donna è sbucata all’improvviso da una via secondaria alla mia destra, immettendosi sulle strisce in diagonale senza guardare, senza cercare il contatto visivo, come se attorno a lei non ci fosse una strada ma un deserto. Ho dovuto inchiodare con l’auto già parzialmente sulle strisce. Solo grazie alla velocità ridotta l’ho evitata, ma in un’altra occasione, per un’analoga improvvisata di un pedone, mia figlia ha urtato violentemente la testa contro il cruscotto a causa della frenata brusca necessaria a salvargli la vita. E proprio ieri, sempre fuori da una scuola, un uomo si è gettato dal marciapiede attraversando in diagonale voltandomi le spalle; al mio invito a prestare attenzione, non si è nemmeno girato».
«Le strisce non fermano istantaneamente un’auto»
La cittadina dopo aver raccontato alcuni episodi vissuti personalmente, in particolare nelle zone scolastiche, dove avrebbe assistito più volte ad attraversamenti improvvisi da parte di pedoni distratti o poco attenti ha poi scritto: «Le strisce pedonali non sono un campo di forza invisibile che arresta istantaneamente tonnellate di ferro. Un’auto ha bisogno di spazio e tempo fisico per fermarsi, e se il pedone si lancia senza preavviso mette a rischio se stesso, l’automobilista e i veicoli che seguono, che rischiano il tamponamento a catena.», scrive nella lettera, evidenziando come un attraversamento senza contatto visivo o senza verificare il rallentamento dei veicoli possa mettere a rischio sia chi attraversa sia chi guida. La lettrice richiama anche l’importanza dell’educazione stradale, spiegando di insegnare ai figli a fermarsi prima delle strisce, guardare da entrambe le parti e attraversare solo dopo essersi assicurati di essere stati visti. « Oggi questa elementare regola di sopravvivenza sembra dimenticata dagli adulti, spesso distratti dagli smartphone, dalle cuffiette o semplicemente da una pericolosa presunzione di immortalità (“tanto ho la precedenza”). Nelle scuole si fa un ottimo lavoro di educazione stradale con i bambini, ma chi educa gli adulti? Abbiamo bisogno di una campagna di sensibilizzazione cittadina, di più controlli e, dove possibile, di interventi strutturali da parte del Comune, come semafori pedonali a chiamata ( soprattutto nelle zone scolastiche, anche per defluire il traffico ) o attraversamenti rialzati nei punti critici, per forzare quel briciolo di attenzione che oggi manca».
La richiesta di più prevenzione
Nel suo intervento Valeria propone anche alcune possibili soluzioni, tra cui campagne di sensibilizzazione rivolte agli adulti, maggiori controlli e interventi strutturali come semafori pedonali a chiamata e attraversamenti rialzati, soprattutto nelle aree vicine alle scuole. «La precedenza non è un giubbotto antiproiettile», conclude la cittadina, chiedendo più reciprocità e attenzione da parte di tutti gli utenti della strada. «Se vogliamo davvero azzerare gli investimenti a Legnano, dobbiamo capire che la precedenza non è un giubbotto antiproiettile. Sulla strada serve reciprocità, buon senso e rispetto della vita propria e altrui».
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