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Il Primo Maggio delle PMI tra costi, competenze e sicurezza: le sfide del lavoro

L'intervento del presidente di A.P.I., Luciana Ciceri

Generico 27 Apr 2026

«Ancora di più in occasione della Festa dei Lavoratori, dobbiamo rimettere al centro l’impegno per un lavoro sicuro, qualificato e capace di generare valore per i territori». Lo sottolineano molti imprenditori associati ad A.P.I., che quest’anno celebra 80 anni di storia al fianco delle piccole e medie imprese manifatturiere. Lo impone il contesto, che resta complesso tra tensioni geopolitiche, conflitti ancora aperti, mercati instabili e costi crescenti che continuano a mettere sotto pressione le PMI.

«Di fronte a questo scenario – commenta il presidente di A.P.I., Luciana Ciceri. -, le associate stanno ripensando le strategie di gestione della supply chain, intervenendo anche sulle politiche di approvvigionamento. Cresce il numero delle imprese che concentra gli sforzi nell’area dell’Unione Europea, non solo come mercato di sbocco, ma soprattutto come bacino di fornitori più affidabili, così da ridurre il rischio di interruzioni o ritardi nelle consegne. Oltre il 20% delle imprese associate sta aprendo o valutando nuovi mercati, in particolare all’interno dell’Unione Europea. Resta comunque centrale la definizione di una politica industriale di medio-lungo periodo. Le PMI si trovano strette in una morsa che condiziona le loro scelte e ha ricadute dirette su lavoratori e famiglie. Oggi solo il 15% delle imprese associate riesce a programmare nuovi investimenti strutturali. Per farlo servono norme certe e, soprattutto, condizioni che permettano alle aziende di crescere. Paghiamo le conseguenze di anni di mancato sostegno alla piccola industria: un settore innovativo, sostenibile, attento al territorio e che dà lavoro a tantissime persone. A questo si affianca la difficoltà di inserire persone da valorizzare in percorsi professionali qualificati, elemento che incide anche sulla propensione a investire. Innovazione e sviluppo restano sulla carta se le imprese non riescono ad attrarre competenze. In questo contesto, la sicurezza sul lavoro — oltre al suo valore intrinseco — rappresenta un investimento strategico su continuità, reputazione e attrattività di impresa, soprattutto agli occhi delle nuove generazioni. I dati degli infortuni sul lavoro denunciati all’INAIL nel 2025 ci richiamano a una responsabilità condivisa: le denunce complessive relative ai soli lavoratori sono salite a 516.839 (+1,0%) rispetto all’anno precedente. Non possiamo rassegnarci: l’obiettivo deve tendere a zero. Serve un confronto fattivo tra gli attori coinvolti e una cultura della prevenzione che entri sempre più nelle scelte organizzative e di governance».

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Valeria Arini
valeria.arini@legnanonews.com
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Pubblicato il 02 Maggio 2026
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