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Omicidio Ravasio, la perizia psichiatrica esclude vizi di mente per Massimo Ferretti e Igor Benedito

I periti hanno escluso «un disturbo dipendente di personalità» per Benedito e un quadro meritevole di «dignità clinica e giuridica» per Ferretti

tribunale busto arsizio

Massimo Ferretti era capace di volere al momento dell’omicidio di Fabio Ravasio, ucciso il 9 agosto 2024 in un agguato orchestrato in modo da far credere che l’uomo fosse stato investito da un pirata della strada poi datosi alla fuga lungo la provinciale tra Busto Garolfo e Parabiago. Lo ha stabilito la perizia psichiatrica disposta dalla Corte d’Assise di Busto Arsizio.

Per i professionisti incaricati dalla Corte, se è vero che loro stessi hanno parlato nella relazione di «vulnerabilità affettiva», «bisogno relazionale», «fragilità identitaria», «sofferenza autentica», «vissuti di impotenza» e «riduzione della libertà interna sul piano psicologico e relazionale» – come ha ampiamente sottolineato in aula la difesa -, «mettere insieme elementi che per correttezza e completezza di analisi vengono riportati, non vuol dire dargli dignità clinica e giuridica». Nonostante ci siano «traumatismi» e «situazioni di complessità e di vulnerabilità», per i periti è dunque esclusa la presenza di un vizio di mente.

Non così per la consulente di parte, già ascoltata in aula durante le scorse udienze, che ha parlato ancora una volta di un Massimo Ferrtti «sotto pressione emotiva» e “vittima” di «un controllo coercitivo», nel quale «il pensiero magico aveva prodotto terrore, paura, cautela non solo relazionale, ma una pressione psicologica molto più forte». Il suo invito ad un approfondimento di questo profilo, però, è stato rigettato dalla Corte d’Assise presieduta da Giuseppe Fazio (a latere Marco Montanari).

Anche per Igor Benedito, al volante dell’auto che ha investito Ravasio il 9 agosto 2024, dal supplemento di perizia disposto dalla Corte «non è emerso un disturbo dipendente di personalità», né un vizio di mente. Per il perito in assenza di «un dato clinico che dice che la dipendenza dalla madre ha una valenza psico-patologica», si parla solo di un quadro che rientra «nel patrimonio esperienziale di qualunque essere umano, che può essere più o meno sano o problematico».

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Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 20 Aprile 2026
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