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Sanità pubblica lombarda, anche due associazioni di Legnano aderiscono alla lettera contro la delibera regionale

A Legnano Aiutiamoli ODV e Pari&Dispari APS tra i firmatari dell’appello sulla sanità pubblica lombarda

Generico 16 Mar 2026

Due associazioni di Legnano hanno aderito alla lettera aperta inviata ai direttori generali delle ASST e degli IRCCS lombardi contro l’applicazione della delibera regionale XII/4986 del 15 settembre 2025. Si tratta di Associazione Aiutiamoli ODV Legnano e Associazione Pari&Dispari APS Legnano, indicate tra i 27 firmatari del documento diffuso il 9 marzo 2026. A comunicarlo oggi, lunedì 16 marzo, è lo Sportello Salute di Legnano. L’obiettivo è quello di chiede di non applicare la delibera regionale definita dai firmatari come un passaggio verso nuove forme di convenzioni privatistiche nel pubblico. L’invito rivolto a tutti i direttori generali, compreso quello dell’Asst Ovest Milanese, è quello di esercitare una “obiezione di diritto”, ritenendo a rischio l’accesso universalistico alle cure, in particolare per le fasce più fragili della popolazione. Secondo i promotori, la misura introdurrebbe un’ulteriore estensione della libera professione nella sanità pubblica, con il rischio di aumentare le diseguaglianze nell’accesso alle prestazioni e di incidere sulle liste d’attesa. Il documento richiama anche il possibile squilibrio tra attività istituzionale e attività libero professionale, oltre al tema del rispetto dei Livelli essenziali di assistenza.

Tra le 27 organizzazioni, oltre quelle di Legnano, c’è anche il coordinamento comitati salute del Rhodense. Tutti loro sottolineano che non si tratta di una semplice estensione dei rimborsi per chi ha sottoscritto polizze o gode di qualche “welfare aziendale”, ma di un meccanismo “salta la fila” anche nel pubblico, peggiorando ancora di più le diseguaglianze di accesso alle prestazioni sanitarie e contribuendo in maniera drammatica all’allungamento delle liste d’attesa. «Ma c’è un punto chiave e per il quale ci appelliamo ai Direttori con l’invito alla obiezione di diritto : l’introduzione di una ulteriore libera professione (ALPI), aggiuntiva a quella esistente, rischia di far superare i limiti del 50% di orario complessivamente dedicato alla intramoenia rispetto alla attività sanitaria istituzionale – hanno specificato i firmatari- aggravando il carico di lavoro per gli operatori sanitari. Inoltre, considerato che si applica anche ai ricoveri e non solo alle prestazioni ambulatoriali e diagnostiche, la super- intramoenia confermerà e aggraverà il ruolo sostitutivo, anziché integrativo, dei fondi sanitari, mutue, assicurazioni, welfare aziendale, allargandosi sulla attività istituzionale ovvero il soddisfacimento dei Livelli Essenziali di Assistenza».

Clicca qui per consultare la lettera aperta. 

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Gea Somazzi
gea.somazzi@legnanonews.com
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Pubblicato il 16 Marzo 2026
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