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Amcem, risponde Barbano: "Grave l'uso strumentale che si sta facendo"

Entra nel dibattito su Amcem anche l'ex amministratore Donato Barbano. La questione multiservizi comunali è stata una delle più scottanti della scorsa amministrazione e ha continuato ad infiammare anche la campagna elettorale.

Negli scorsi giorni si è aperto un botta e risposta sulla vicenda, indicata dall'ex sindaco Teresina Rossetti come una delle cause della fine della sua amministrazione. D'accordo su questo aspetto Alex Airoldi (Progetto Comune), che parla di Amcem come "causa scatenante della caduta della ex amministrazione e avvio del commissariamento". Intervenuti sulla vicenda anche Antonio Lazzati, che ha affermato come Landoni e Barbano siano legati anche da interessi commerciali, Alessandro Provini, capolista di Centrodestra Unito, che ha chiesto chiarezza e Nuccia Berra, candidata sindaco di Centrodestra Unito. A tutti loro aveva risposto questa mattina Piera Landoni, candidata sindaco per Bene Comune.

«Grave l’uso strumentale che si sta facendo della vicenda Amcem, scatenando un attacco alla mia persona che non sono candidato e non avrò in futuro cariche di alcun tipo - scrive Barbano - Perché voglio a tutti i costi portare a termine il mio contenzioso con il comune. Se mi permettete mantengo però il diritto, come libero cittadino, di appoggiare chi mi pare!».

Barbano, in una lunga lettera, ripercorre la sua esperienza come amministratore di Cea prima e di Amcem poi, nominato dagli allora sindaci Antonio Lazzati e Teresina Rossetti. L'ex amministratore della multiservizi che gestisce la farmacia comunale rivendica i risultati del suo lavoro ai vertici di Amcem, nonchè la volontà di procedere con querela contro l'attuale amministratore di Amcem Walter Mariotti. Querela che potrebbe essere estesa anche agli autori delle dichiarazioni apparse su alcuni volantini elettorali. «Infine - conclude Barbano -, preciso che la magistratura ha archiviato ogni richiesta di indagine a mio carico perché nei fatti non è stato riscontrato alcun illecito».

(Chiara Lazzati)