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Fingono un episodio di violenza per derubare i "soccorritori"

Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione di Andrea Grattarola che la sera del 10 luglio è stato coinvolto in un finto episodio di violenza nei confronti di una giovane. La messa in scena è stata studiata per derubare i "soccorritori" portandoli nell’unico spazio buio e “cieco” del Parco, vicino all'ingresso di Via Matteotti. L'obiettivo della lettera è mettere in guardia chi dovesse trovarsi in una situazione analoga e sollecitare l'amministrazione ad illuminare l'area in questione.


Caro Direttore,

 voglio condividere con lei ed i suoi lettori un episodio spiacevole di cui sono stato diretto protagonista ieri sera, martedì 10 luglio all’ingresso del parco Falcone Borsellino, proprio di fronte al Comune di Legnano. Erano le 23, mentre tornavo alla macchina quando nel buio (per intenderci dietro la fermata del pullman di Via Matteotti) sentii delle grida di aiuto. Era una ragazza marocchina, alta 1.65 circa, capelli ricci neri, scura di carnagione che veniva strattonata da tre suoi connazionali e che si dimenava piangendo ed urlando. Mii avvicinai di scatto e i tre soggetti mi rassicurarono dicendo che la ragazza in questione era la compagna di uno dei tre e che non mi sarei dovuto preoccupare perché lei era ubriaca e non sapeva quello che stava dicendo. Nonostante questo rimasi li con loro assistendo a urla, pianti e notai che il polso della ragazza era lesionato, sembrava rotto. Dopo poco anche altri due ragazzi si avvicinarono preoccupati. Alla vista di un po’ di persone i tre ragazzi stranieri si dileguarono e la ragazza rimase da sola con noi, ABBRACCIANDOCI (e poi capirà perché in maiuscolo), baciandoci e ringraziandoci per l’aiuto. Ci disse che di giorno lavorava e che quei tre ragazzi avevano l’intento di sottrarle i soldi per acquistare della droga. Proposi di chiamare la Polizia ma la ragazza non ne voleva sapere. Diceva che se avessimo chiamato gli e l’avrebbero fatta pagare. Ci ringraziò per l’aiuto e iniziò a correre verso il parco in direzione Cantoni. Chiamai la polizia e dissi agli altri ragazzi che erano con me di seguirla per un tratto al solo fine di accertarsi che gli aggressori non la stessero aspettando nel buio. Quando arrivò la Polizia diedi una breve descrizione della ragazza raccontando l’accaduto e gli agenti mi invitarono a controllarmi nelle tasche. Non capivo. Mi dissero che con molta probabilità quella ragazza e i suoi presunti aggressori erano in realtà tutti d’accordo. La messa in scena delle violenze serviva solo ad attrarre persone preoccupate nell’unico sprazzo buio e “cieco”, fuori cioè dall’inquadratura della telecamera fissa posizionata all’ingresso del Parco da Via Matteotti. Rimasi incredulo. Se fossi stato solo sicuramente sarei stato derubato ma grazie al forte senso civico di due giovani ragazzi che passeggiavano da quelle parti, è andata diversamente. Condivido con voi questa esperienza per mettere in guardia tutti i Cittadini che si dovessero trovare nella medesima situazione e spero che l’Amministrazione comunale possa attivarsi per, ad esempio, illuminare l’area e renderla più sicura senza interrogazioni o mozioni. In fin dei conti siamo in centro e se la memoria non mi inganna la sicurezza era il cavallo di battaglia…

Andrea Grattarola