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Calzaturiero, nel primo semestre 2019 cresce la Lombardia

In un momento difficile per l'industria italiana, un timido segnale positivo sembra arrivare dal settore calzaturiero made in Italy in Lombardia. Nella nostra regione, terra di calzaturifici con uno dei suoi centri più rinomati a Parabiago, la crescita è più alta rispetto alla media nazionale: +9,9%, di contro a 7,1%. Il dato emerge dal report sull’Industria Calzaturiera italiana–Primo semestre 2019 – elaborato dal Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici.

A livello regionale, in Lombardia si registra una crescita delle imprese (calzaturifici e produttori di parti di calzature) che nel primo semestre 2019 aumentano di 13 unità (+1,7%) passando da 773 (dicembre 2018) a 786 (giugno 2019). Un dato in apparente contrasto, però, con il calo dei lavoratori (-57) e il boom delle ore di cassa integrazione (+63,4%). Le principali mete dell'esportazione dei prodotti lombardi sono USA, Francia, Svizzera e Hong Kong. Debole, invece, il consumo sul mercato italiano.

«Per superare questo momento non facile è necessario investire su noi stessi e sulle nostre competenze – afferma Siro Badon, presidente di Assocalzaturifici (nella foto di copertina) –. È fondamentale formare nuove figure professionali in grado di innovare le aziende del calzaturiero Made in Italy e coniugarsi al meglio con la nostra tradizione e gli standard di eccellenza che caratterizzano la nostra produzione. La formazione, affiancata da mirate strategie di internazionalizzazione e da importanti iniziative fieristiche tra cui il Micam, è la risposta concreta con cui possiamo avviare un processo di rilancio del calzaturiero italiano e confermarne il primato nel mondo. Un settore fondamentale per la nostra economia e che può far da volano all’intero sistema Paese».

(Chiara Lazzati)