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Rho, il nuovo teatro sta prendendo forma

  • CRONACA / RHO
  • mercoledì 10 luglio 2019
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Era il 20 marzo 2019 quando si posava la prima pietra del nuovo teatro Roberto De Silva a Rho. A distanza di quattro mesi quella che diventerà la casa della cultura della città sta via via prendendo forma. I lavori fervono e si sta quasi concludendo la parte di cemento. Ad oggi sono stati utilizzati  2.900 mq di calcestruzzo e circa 300 tonnellate di acciaio. Presto si passerà alla parte di acciaio e vetro. Ieri, martedì 9, il sindaco di Rho Pietro Romano, insieme ai suoi assessori, ha fatto visita al cantiere di via Castelli Fiorenza - angolo via Dante - corso Europa.

Il primo cittadino ha descritto la visita come un momento emozionante. «Sono profondamente soddisfatto di vedere crescere così velocemente il teatro, al quale abbiamo molto lavorato e che i nostri cittadini aspettano - il commento di Romano -. Ringrazio tutti coloro che stanno affrontando con entusiasmo la sfida di realizzare un’opera unica».

Il Teatro civico Roberto de Silva nasce dal recupero dell’area industriale dismessa Diana De Silva e rappresenta l’opera pubblica della città più importante degli ultimi 20 anni. Il suo valore è di circa 9 milioni di euro. Il tempo di realizzazione previsto è di 780 giorni, poco più di due anni dalla posa della prima pietra.

Il nuovo teatro civico Roberto De Silva prevederà un’ampia facciata in vetro - segno di trasparenza e apertura verso la città - che presenta un sistema di copertura a verde. Di fronte al teatro sarà progettata una nuova piazza. La sala principale - interamente ricoperta di un rivestimento in legno semovibile, per adattare l'acustica dello spazio alle varie occasioni - avrà una capienza variabile tra i 140 a 570 posti a sedere, aumentabili fino a 700 in caso di spettacoli che prevedano la presenza del pubblico anche nella zona prossima al palcoscenico. Anche la parte impiantistica è studiata e dimensionata in un’ottica di massimizzazione dell’efficienza energetica ed è sezionabile in base alle effettive esigenze di utilizzo.

(Chiara Lazzati)