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Commosso saluto ad Annalisa, «catechista dal cuore gioioso»

«Sorrideva alla vita». Così è stata ricordata Annalisa Sonzogni, la 46enne legnanese rimasta vittima di un tragico incidente a Teglio. Con affetto e commozione la comunità della Canazza oggi, giovedì 9 agosto, ha salutato per l'ultima volta la «catechista dal cuore gioioso». 

Amici, conoscenti e tanti giovani hanno affollato la chiesa della Parrocchia San Pietro di Legnano dove il parroco don Sebastiano Del Tredici ha concelebrato, con don Gianni Cazzaniga e don Antonio Giovannini, i funerali di Annalisa.

Una cerimonia, quella odierna, che chiude una lunga settimana di cordoglio, articolata in tre momenti: prima le esequie ad Albosaggia, vicino a Sondrio. Poi, a Legnano, la celebrazione dell'Eucarestia. infine, la tumulazione al cimitero di San Vittore, dove riposano i genitori di Annalisa. A celebrare la funzione anche don Alain Youssoufa della parrocchia di San Vittore Olona, che ha accompagnato sino al campo santo le ceneri della 46enne.

In prima fila, circondati dall'affetto della comunità parrocchiale, il marito Mirco e i figli Alice e Simone, entrambi allievi dell'Istituto Barbara Melzi. Fuori dal tempio una corona di fiori della Tamini, azienda dove lavora papà Mirco.

«Il distacco così prematuro chiude la bocca dello stomaco e lascia il cuore nella morsa del dolore - ha sottolineato don Gianni durante la predica -. Mi rendo conto che le mie parole possono essere un peso in questo momento. Chissà quanti ricordi, in questi giorni, si sono affollati nelle mente di tutti voi. Mi permetto di lasciarvi alcune consegne: il sorriso di Annalisa. Non l'ho mai vista arrabbiata una volta. Aveva un cuore gioioso. Ricordatela così e siate portatori dello stesso sorriso. Il suo entusiasmo: riusciva a dare la carica a tutti. E visto che oggi i giovani, spesso, assumono un atteggiamento rinunciatario, ritengo sia importante seguire il suo esempio. La disponibilità: caratteristica che ha dimostrato anche nell'accettare di diventare catechista, avvicinandosi a situazioni spesso delicate. Un'ultima consegna che vi invito a seguire: siate disponibili, offrite tempo e capacità per migliorare la comunità​».

Particolarmente commovente il momento finale, quando la figlia Alice, con le lacrime agli occhi, ha ricordato la madre: «Era leale, sempre pronta a dare una mano. La madre migliore del mondo. Sono orgogliosa di lei».

(Gea Somazzi)