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Arresti a Legnano e Fratus sindaco-sospeso: le elezioni si allontanano?

Dopo la revoca delle dimissioni da parte del sindaco Gianbattista Fratus, Palazzo Malinverni rimane temporaneamente affidato al commissario prefettizio Cristiana Cirelli. Il viceprefetto era arrivato in Comune lo scorso 16 maggio, poche ore dopo l'arresto del primo cittadino, del suo vice Maurizio Cozzi e dell'assessore Chiara Lazzarini.

La scadenza del termine per un eventuale ripensamento di Fratus era fissata a domenica 9 giugno: da lunedì 10, poi, il passo indietro del sindaco sarebbe diventato effettivo e sarebbe stata avviata la procedura per lo scioglimento del consiglio comunale. Il colpo di scena che ha preso in contropiede un'intera città, invece, ha fatto sì che continui la gestione provvisoria dell'ente ad opera del commissario: il sindaco, infatti, al momento rimane agli arresti domiciliari e pertanto è conseguentemente sospeso per legge dalla propria carica. Un'ipotetica revoca della misura cautelare o la scadenza dei termini previsti dalla legge per la custodia cautelare, tuttavia, permetterebbero al primo cittadino di tornare a Palazzo Malinverni e di riprendere le redini del Comune. 

Insieme a Fratus, rimane nel "limbo" anche la Città del Carroccio, con il viceprefetto Cirelli ad esercitare le funzioni di sindaco e giunta. Continua, invece, ad essere in carica il Parlamentino legnanese, che al momento può contare però sui soli consiglieri di maggioranza: dopo le dimissioni di massa delle opposizioni e dei due "dissidenti" della Lega di fine marzo, infatti, le minoranze non hanno mai accettato di prendere posto tra i banchi consiliari.

Sulla procedura che ha evitato tra marzo e aprile il commissariamento del Comune, peraltro, rimane pendente il ricorso presentato al TAR dal Comitato Legalità a Legnano: proprio ieri, poche ora prima della notizia della revoca delle dimissioni del sindaco, il giudice amministrativo aveva deciso di non concedere la sospensione cautelare dei provvedimenti impugnati, anche in virtù delle dimissioni del primo cittadino. 

A porre fine alla situazione di stallo, a questo punto, potrebbe essere lo stesso TAR, accogliendo il ricorso presentato dal comitato, che nei prossimi giorni tramite i propri legali depositerà inoltre una nuova istanza di sospensione cautelare, per portare all'attenzione del giudice amministrativo il cambiamento della situazione conseguente alla revoca delle dimissioni del sindaco.

Oppure potrebbero farlo gli stessi consiglieri di maggioranza, se almeno tre di loro dovessero decidere di staccare la spina alla coalizione di governo che sostiene Fratus, facendo nuovamente mancare il numero legale al consiglio comunale. Anche se quest'ultima ipotesi, al momento, sembra piuttosto remota visto il sostegno manifestato dalla Lega Lombarda alla scelta del sindaco.

(Leda Mocchetti)