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"Comitato Biblioteca" contro il Consiglio degli Architetti

Dal "Comitato Biblioteca sì, sprechi no" atteggiamento di sorpresa e stupore per la nota di plauso dell’Osservatorio Nazionale su servizi di architettura del Consiglio Nazionale degli Architetti, "perché il Comune di Legnano, su sua indicazione, ha corretto alcuni “refusi” del bando di gara di progettazione della nuova Biblioteca".

"Sì. Sorprendente perché abbiamo letto anche noi le note dell’Osservatorio e scopriamo - leggiamo in una nota diffusa oggi - che sono stati segnalati non “refusi” ma ben cinque profili di illegittimità, alcuni già denunciati dal Comitato all’ANAC nella richiesta di parere. In particolare gli architetti condividono la censura di illegittimità relativa alla mancata indizione di un concorso di progettazione, in luogo dell’appalto di affidamento del servizio di progettazione a professionisti.

"Il concorso, che avrebbe dovuto essere indetto già nella fase della progettazione di fattibilità - prosegue il documento del "Comitato Biblioteca sì, sprechi no" - avrebbe garantito una più approfondita verifica delle alternative progettuali con la più ampia partecipazione di progettisti, anche giovani come la normativa richiede, mentre la scelta fatta è stata quella di individuare sin dall’inizio la localizzazione più costosa e con una progettazione da affidare a professionisti di fatto appartenenti a una stretta cerchia di grandi studi di architettura, a causa dei requisiti di fatturato richiesti (altro aspetto criticato dall’Osservatorio Nazionale degli Ordini degli Architetti, oltre alla mancanza di norme di gara calmieranti i ribassi) e dell’alto punteggio previsto per l’esperienza (questo corretto abbassandolo a 48 al di sotto del massimo consentito di 50 punti su 100, mentre prima si superava).
La vicenda del nuovo Polo Culturale di Legnano (la nuova biblioteca) sta diventando insomma la cartina al tornasole che rivela una serie di opacità negli atti, nelle decisioni e nei ruoli dei soggetti coinvolti a vario titolo.
Dei rilievi dell’Osservatorio del Consiglio Nazionale degli Architetti, il Comune ne ha accolti solo due considerandoli come mera correzione di “refusi”, ma si tratta invece di illegittime determinazioni dei punteggi di valutazione dell’offerta economica!
E dire che la lettera di “encomio” dell’Osservatorio del Consiglio degli Architetti ritiene che si sia così accolto una correzione decisiva per la qualità dell’architettura. Semmai era decisiva per la legittimità della gara.
Semmai sarebbe stata decisiva per la “qualità dell’architettura” la procedura del concorso di progettazione o di idee. Il non farla viola l’art. 23 del codice degli appalti, come gli stessi architetti hanno rilevato, invalidando la procedura.   
Una lettera di “encomio” al Comune insomma incomprensibile e contraddittoria rispetto alle osservazioni dell’Osservatorio sui servizi di architettura degli Ordini degli Architetti, dai toni stucchevoli e non veritieri.
La maggior parte dei cosiddetti “refusi o incertezze” segnalati dall’Ordine sono già contenuti nella memoria allegata alla nostra richiesta di parere all’ANAC, ai quali si aggiungono corpose e circostanziate “anomalie” (così eufemisticamente le definiamo anche noi) nella conduzione del percorso amministrativo e nell’alterata e addomesticata rappresentazione del contesto nel quale si sono operate le scelte.
Siamo stati costretti a ricorrere all’ANAC non avendo ottenuto dal Comune risposte alle indicate anomalie e criticità specie nel procedimento di scelta delle alternative di localizzazione e progettuali. Ora, lette le osservazioni dell’Osservatorio Nazionale degli Ordini degli Architetti, scopriamo che avevamo pure ragione. Eppure si fa tacere tutto e si ottengono strumentali e inspiegabili note di encomio da chi poco prima aveva sollevato più e diversi vizi di illegittimità della procedura.
Crediamo ingenuamente che un salutare reset possa ricondurre il tema ad un confronto vero e corretto a vantaggio della città di Legnano, tornando nel pieno rispetto delle procedure di legge
".