Lavoro: 3mila nuove aziende, ma la disoccupazione cresce
Le imprese sono sempre più piccole - I sindacati chiedono il potenziamento di Euroimpresa e propongono Centinaio assessore metropolitano al lavoro...
(v.arini) – Tre mila nuove aziende e 7mila posti di lavoro in meno nell'Alto Milanese. Questo il dato emerso nel corso del 2014, un numero che dipende dalla dimensione delle imprese, sempre più piccole, a basso valore tecnologico e scollegate tra loro.
Nonostante l'incremento delle attività, la situazione occupazionale nell'Alto Milanese continua infatti a peggiorare. A tracciare il bilancio di «un territorio che sta perdendo identità e attrattività economica», sono i sindacati Cisl, Uil e Cgil che non vedono segnali positivi e si dicono «estremamente preoccupati» per il 2015. Un quadro negativo che – spiegano i rappresentanti dei lavoratori – può cambiare solo con l'intervento di strategie politiche volte a favorire investimenti, sfruttando e valorizzando su scala metropolitana uno strumento già esistente in città: Euroimpresa.
«Come sindacati – ha dichiarato Maurizio Stampini, segretario generale della Cgil Ticino Olona – auspichiamo che questo strumento oltre ad incubatore di aziende diventi un soggetto che possa fare marketing territoriale, in grado di presentare e promuovere progetti per accedere a fondi europei favorendo così l'arrivo di investimenti». Questo – chiedono i sindacati – dovrà essere uno strumento a servizio di tutta l'area omogenea dell'Alto Milanese che, all'interno della più ampia Città Metropolitana, dovrà avere un ruolo più incisivo nelle politiche del lavoro. Ed ecco qui la proposta di nominare il sindaco di Legnano, Alberto Centinaio, assessore al lavoro della Città Metropolitana. Anche se l'impressione è che da parte della politica ci «sia molta paura» .
Prima di tutto servono nuove strategie: attualmente, infatti, le aziende che sopravvivono e aprono sono sempre più piccole. Nel 2014, in tutto il territorio dell'Alto Milanese (52 comuni) siamo passati da 32.700 mila imprese a poco più di 36mila (un poco più) ma, allo stesso tempo, l'occupazione è calata passando da 146mila a 139mila occupati (dati Camera di Commercio e Afol) per un totale di 3mila aziende in più e 7mila posti di lavoro in meno.
Le aziende da 0 a 9 dipendenti sono la maggioranza (il 44 % del totale) mentre il 20% sono tra i 10 e i 50 addetti aziende. Si tratta di imprese piccole e artigiane a contenuto tecnologico, di queste il 50% è di medio e basso valore tecnologico, molto più basso rispetto al resto della Regione. «Un dato che accentua un problema che si trascina da diverso tempo – spiega Stampini accompagnato da Stefano Dell'Acqua (Uil) e Oliva (Cisl) – il territorio non è più attrattivo e il personale qualificato va altrove a cercare impiego. Esistono aziende che fanno orologeria nucleare, stampanti 3d ma sono nascoste e piccole. Dobbiamo metterle in rete e farle emergere: il sindacato vorrebbe porsi come coordinatore in un possibile ragionamento distrettuale». Le dimensioni si ripercuotono anche sugli ammortizzatori sociali, ridotti per le piccole imprese. In tutto il territorio sono 13mila (nel 2013 erano 11mila) le persone in cerca di occupazione e anche i dati della mobilità sono preoccupanti e in continua crescita: nel 2013 erano 1560; 1153 nel 2012.
Disastrosa la situazione anche per le grandi aziende, Franco Tosi prime fra tutte (Qui l'aggiornamento sulla situazione). I sindacati hanno citato la Memes e la Selex di Nerviano, ma sono in crisi anche il Medical Science, sempre a Nerviano, e la Bassetti a Rescaldina: «Abbiamo riscontrato una accentuazione delle difficoltà nel chimico e nel tessile: a 8 anni dalla crisi anche gli strumenti cassa diventano inadeguati».






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