A Casbeno il basket diventa lezione di civiltà
A Pasqua un anonimo ha donato nuovi palloni per il campetto, confermando il successo del progetto di Monica e Renato che da due anni permettono a tutti di giocare
A volte, per cambiare il volto di un quartiere, non servono grandi investimenti, ma una rete, qualche pallone usato e una dose massiccia di resilienza. È quello che dimostra la storia del campetto di via Castellini a Casbeno, dove un progetto nato dalla visione di Renato Vagaggini e della moglie Monica sta raccogliendo frutti inaspettati in termini di educazione civica e condivisione.
Questa iniziativa incarna perfettamente i valori della UISP, promuovendo lo “Sport per Tutti” non solo come attività fisica, ma come diritto alla socialità, al gioco spontaneo e alla cura dei beni comuni.
Tutto ha inizio nel febbraio 2024 con l’idea semplice e ambiziosa di permettere ai bambini della vicina scuola elementare (la Carducci) di fare quattro tiri a canestro prima e dopo le lezioni.
Renato ha deciso di mettere a disposizione alcuni vecchi palloni del Montello, ormai usurati per la palestra ma perfetti per il gioco all’aperto, lasciandoli incustoditi nella speranza che il senso civico prevalesse sul desiderio di appropriarsene. I primi mesi sono stati tuttavia avvilenti: circa trenta palloni sono stati rubati, portati via o addirittura tagliati, mettendo alla prova l’idea stessa di sport come bene accessibile e condiviso.
Nonostante l’esito iniziale potesse scoraggiare chiunque, Renato e Monica non si sono fatti deprimere, restando fedeli alla missione educativa dello sport popolare. Grazie anche all’intervento di alcuni abitanti di via Castellini, sono stati affissi dei cartelli vicino al campetto per spiegare il senso profondo del progetto. La voce si è sparsa e l’iniziativa è stata presentata a diverse squadre UISP, che hanno aderito con entusiasmo donando altro materiale. La risposta della comunità è stata straordinaria: molti cittadini hanno iniziato a suonare direttamente al campanello di casa Vagaggini per consegnare i propri vecchi palloni, trasformando un gesto individuale in un’azione collettiva di solidarietà.
Oggi il panorama è radicalmente cambiato e la diffidenza ha lasciato il posto a una gestione comunitaria. Non è più necessario sostituire i palloni perché non vengono più rubati, ma solo manutenuti. Renato si occupa di gonfiarli e di riparare le retine, mentre una signora del quartiere, ogni mattina durante la passeggiata con il cane, si prende cura di riporre i palloni con ordine nella loro rete. Il culmine di questo percorso è avvenuto proprio nel giorno di Pasqua, quando nella rete sono comparsi ben sei palloni nuovi, regalati anonimamente e messi a disposizione della collettività: una vittoria del gioco pulito e del rispetto reciproco.
Il sogno di Renato e Monica, in piena sintonia con l’impegno della UISP sul territorio, è che questa esperienza possa ora replicarsi in tutti i campetti di Varese e della provincia. L’ingrediente indispensabile non è il denaro, ma la presenza di una persona volenterosa che si prenda cura della manutenzione e del monitoraggio, agendo come presidio sociale. Per chiunque volesse intraprendere questa sfida di civiltà, l’invito è quello di farsi avanti: i primi palloni per avviare il progetto li mette Renato, che ora ne possiede una scorta abbondante pronta a far rimbalzare la solidarietà e il valore educativo dello sport in tutta la città.
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