Radici in movimento: una settimana interculturale all’Istituto Bonvesin de la Riva di Legnano
Ricco il programma della Settimana interculturale dal titolo “Radici in movimento”. Un percorso condiviso che coinvolgerà tutti i plessi dell’istituto, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di primo grado, in un viaggio alla scoperta delle storie personali, delle origini e delle identità.
L’Istituto Bonvesin de la Riva di Legnano si prepara a vivere un momento di grande valore educativo e umano con la Settimana interculturale dal titolo “Radici in movimento”, un percorso condiviso che coinvolgerà tutti i plessi dell’istituto, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di primo grado, in un viaggio alla scoperta delle storie personali, delle origini e delle identità. Il filo conduttore dell’iniziativa sarà l’autobiografia, declinata in modo diverso e adeguato alle varie fasce d’età, come strumento per conoscersi, riconoscersi e valorizzare le differenze come ricchezza. «Tutto questo è reso possibile grazie al lavoro di tutti gli insegnanti – spiega la dirigente Elena Osnaghi -, in particolare di quelli coinvolti nella Commissione Intercultura dell’istituto e alla preziosa collaborazione delle facilitatrici linguistiche e mediatrici culturali della coop. Stripes incaricata da Azienda So.LE per il Comune di Legnano. “Radici in movimento” non è solo una settimana di attività, ma un’esperienza educativa che mette al centro le persone, le loro storie e il valore dell’incontro, rafforzando il senso di comunità e di appartenenza all’interno dell’Istituto Bonvesin de la Riva».
Il programma
Alla scuola dell’infanzia Cavour, la Settimana interculturale accompagnerà i bambini alla scoperta del “racconto di sé”, attraverso ricordi, emozioni e oggetti significativi come fotografie o piccoli souvenir. Il percorso, differenziato per età, punterà sulla conoscenza di sé (3 anni), sulla capacità di raccontare piccoli episodi vissuti (4 anni) e sulla consapevolezza delle proprie origini (5 anni). Anche quest’anno il contributo delle famiglie sarà fondamentale: un bigliettino scritto dai genitori con la descrizione di un oggetto tipico del proprio paese che diventerà un ponte simbolico tra casa e scuola, rendendo ogni alunno protagonista del
percorso. Particolarmente significativo sarà lo scambio con gli alunni NAI delle scuole primarie che porteranno la loro esperienza e da cui scaturirà un’opera d’arte creativa e collettiva.
Nel plesso della primaria Don Milani, il progetto si concentrerà sulla conoscenza e valorizzazione delle storie personali degli alunni. In una prima fase ogni bambino lavorerà sulla propria storia; successivamente, il gruppo classe sceglierà la storia di un compagno di origine straniera, che verrà approfondita e drammatizzata. Le attività, svolte in classi aperte e in parallelo, culmineranno nella messa in scena della storia scelta. Un momento particolarmente significativo sarà la partecipazione del genitore dell’alunno straniero, che entrerà in classe portando un oggetto simbolico del proprio Paese d’origine e collaborerà attivamente alla restituzione finale del lavoro.
Alla primaria De Amicis, per ogni classe saranno coinvolti un bambino e un genitore per ciascuna nazionalità presente. A partire dal mese di gennaio, i genitori sono entrati in aula e sono stati intervistati dai bambini, che hanno potuto soddisfare curiosità e porre domande sulla loro storia personale. Il racconto autobiografico seguirà la suggestiva modalità delle “scatole cinesi”: cinque scatole, ciascuna contenente un oggetto o una fotografia accompagnata da un biglietto esplicativo. Solo con l’apertura dell’ultima scatola, la più piccola, verrà svelata l’identità del genitore, creando attesa e coinvolgimento.
Alla scuola secondaria di primo grado Bonvesin, infine, i ragazzi lavoreranno sull’autobiografia partendo da sé e dalle storie dei compagni NAI (neoarrivati in Italia). Attraverso momenti di scambio, riflessione e confronto, il percorso porterà alla realizzazione di un e-book collettivo, testimonianza concreta di un cammino di crescita, ascolto e dialogo interculturale.






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.