Alla Gastroenterologia dell’ASST Rhodense arriva un Fibroscan con il contributo di Fondazione Cariplo
Si tratta di uno strumento per valutare lo stato di salute del fegato
La Gastroenterologia dell’ASST Rhodense si dota uno straordinario strumento per valutare lo stato di salute del fegato: il Fibroscan. Si tratta di uno strumento che permetterà di stadiare le malattie epatiche in maniera non invasiva. Stadiare vuol dire valutare la gravità del danno epatico prodotto da cause diverse come virali quali epatite C e B, dismetaboliche come la steatoepatite non alcolica o alcolica, o patologie autoimmuni. Prima si utilizzava la biopsia epatica, che serve per valutare l’eziologia e la gravità dell’epatopatia, ora grazie a questa nuova dotazione è possibile valutare la fibrosi epatica in maniera non invasiva e con uno strumento scevro da possibili complicanze, riservando la biopsia epatica solo ai casi in cui non si conosce la causa della malattia epatica.
Il macchinario è stato acquistato grazie alla donazione di Fondazione Cariplo per il progetto presentato dall’equipe di Gastroenterologia dell’ASST Rhodense, diretta dal dottor Gianpiero Manes. “Il Fibroscan utilizza onde elastiche a bassa frequenza, che vengono prodotte da una sonda posizionata sul lato destro del torace, la velocità di propagazione di tali onde misurata dagli ultrasuoni indica la
durezza del fegato e quindi la gravità della fibrosi epatica che è espressione dell’entità del danno epatico” spiega la gastroenterologa Ilaria Arena. “Uno strumento a tutela della salute che permette un equo e corretto accesso a varie terapie a disposizione dei pazienti, come le antivirali per l’Epatite B e C, quelle di primo e secondo livello per Colangite biliare primitiva, e a fine anno i nuovi farmaci a disposizione per la MASLD (una volta chiamata steopatite non alcolica). Tale strumento permette inoltre di individuare i pazienti a rischio di evoluzione di malattia e che pertanto necessitano di un follow up specialistico”.
Quali sono le principali patologie diagnosticate?
L’Epatite B, che curiamo con un farmaco capace di mantenere in” letargo” il virus, in modo che non si replichi; l’Epatite C, che ormai portiamo a guarigione con una percentuale del 98% con terapie antivirali che si assumono per via orale per breve durata (2-3 mesi al massimo); le epatopatia autoimmune e la colangite biliare primitiva per cui siamo Centro Prescrittore per terapie di secondo livello; MASLD che è un po’ la malattia del benessere, ovvero il cosiddetto “fegato grasso” con o senza alterazione delle transaminasi. La MASLD in molti casi si associa al diabete mellito, all’ipertensione arteriosa e al sovrappeso, configurando la cosiddetta Malattia Dismetabolica, per cui sono e saranno a disposizione nuovi farmaci specifici e di notevole efficacia. Il Fibroscan è uno strumento trasversale che può essere utilizzato da più specialisti come l’epatologo-gastroenterologo, il diabetologo ed il nutrizionista: un esempio per tutti un paziente obeso e diabetico, con transaminasi mosse o gammagt alterata, a cui bisogna quantificare il tipo di danno epatico in modo da individuare la terapia più adeguata. Questo strumento ci permette di agire a 360 gradi e di lavorare con altre discipline sempre nell’ottica di prescrivere una terapia sartoriale e personalizzata in base alla patologia ed esigenze del paziente.










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