Infermieri esasperati all’Asst Ovest Milanese, pronti allo stato di agitazione: “Siamo stanchi e demoralizzati”
I sindacalisti Nursind segnalano "Turni insostenibili e carenze strutturali" Il malessere riguarda soprattutto i reparti di area medica, dove il personale è sempre più ridotto e sottoposto a carichi di lavoro giudicati insostenibili. I lavoratori sono a un passo dallo stato di agitazione
C’è sempre più tensione tra il personale infermieristico all’Ospedale di Legnano. A denunciarlo sono i sindacalisti Nursind che segnalano «Turni insostenibili e carenze strutturali». Attraverso il sindacato gli infermieri dell’Asst Ovest Milanese, in questo giorno di festa lunedì 8 dicembre, lanciano un messaggio forte descrivendo le loro condizioni di lavoro «drammatiche». Per questo si va verso lo stato di agitazione. Il malessere riguarda soprattutto i reparti di area medica, dove il personale è sempre più ridotto e sottoposto a carichi di lavoro giudicati insostenibili. «Siamo stanchi, esasperati e demoralizzati – affermano i lavoratori -. Siamo costretti a continui salti di riposo, le ferie vengono negate per garantire la copertura dei turni. Il numero degli infermieri, nonostante i concorsi fatti, è sempre più contingentato e non viene garantito il normale diritto al riposo».
Rischio burn out tra gli infermieri
A peggiorare il quadro è l’aumento dello stress psicofisico che per i sindacati è legato alla mancanza di pause adeguate: «Il rischio di burn out è ormai conclamato – spiegano i rappresentanti Nurdsind -. La maggior parte degli infermieri lavora sei giorni a settimana anziché cinque. Dovremo lavorare sette su sette? Alle promesse di nuove assunzioni non sono mai seguiti i fatti: i pochi infermieri che arrivano non bastano neanche a compensare i pensionamenti e le dimissioni, sempre più frequenti proprio a causa del burn out». Il sindacato denuncia anche l’assenza di misure da parte dell’azienda per «incentivare l’ingresso di nuovo personale, né dal punto di vista economico né in termini di condizioni lavorative. Una criticità che colpisce in particolare i reparti internistici, descritti come sempre meno appetibili. Non percepiscono nessun tipo di indennità economica e tutti fuggono alla ricerca di migliori condizioni di vita e di lavoro».
Verso lo stato di agitazione
Sindacato e lavoratori sono pronti a dare dimostrazione concreta del loro disagio usando tutti gli strumenti di protesta a partire dallo stato di agitazione: «Se non avremo risposte concrete e tangibili in breve tempo – affermano lavoratori e sindacalisti -, siamo pronti a indire lo stato di agitazione e ad adottare ogni misura per tutelare la salute e gli interessi del personale infermieristico. Un’ulteriore preoccupazione riguarda l’imminente arrivo dell’epidemia influenzale: ci chiediamo cosa potrà succedere. Dove troveremo le risorse umane per fronteggiare l’emergenza?».










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