Comuni cardioprotetti, Jurinovic: “Legnano e l’Alto Milanese hanno anticipato il decalogo Anci”
In questo contesto Legnano conferma il suo impegno nella cardioprotezione con 139 defibrillatori distribuiti sul territorio e una rete in continua espansione
Legnano ha anticipato il decalogo dei Comuni cardioprotetti di Agenas (Agenzia Nazionale per i servizi sanitari Regionali). Ne è certo Mirco Jurinovic che in occasione dell’iaugurazione della 55esima postazione Dae h24, in via Oberdan a Legnano, ha ricordato come, nei giorni scorsi, durante l’assemblea nazionale ANCI a Bologna, sia stato presentato il Decalogo dei Comuni Cardioprotetti. «Leggendo punto per punto – ha spiegato Jurinovich – ci si accorge che Legnano e i comuni dell’Alto Milanese hanno anticipato molte di queste indicazioni, costruendo negli anni una rete di cardioprotezione che oggi rappresenta un modello».
Il documento in questione elenca dieci linee guida rivolte ai sindaci per rendere le città capaci di rispondere efficacemente a un arresto cardiaco extraospedaliero. Tra le indicazioni c’è quella di mappare le aree a rischio con il supporto del 118, installare DAE accessibili 24 ore su 24, geolocalizzarli e registrarli nei portali regionali, promuovere corsi BLSD rivolti a cittadini e operatori locali. Indicazioni che Legnano ha già concretizzato con 139 defibrillatori distribuiti sul territorio e una rete in continua espansione. In particolare con le ultime installazioni, quella di Confartigianato e quella in memoria di Piero Zanardelli collocato davanti alla Carrozzeria Carroccio, la città a oggi conta 55 DAE pubblici attivi 24 ore su 24. «Tutti i dispositivi sono registrati e geolocalizzati, in linea con quanto previsto dal decalogo nazionale – afferma Jurinovic -. Il consolidamento di questa rete sul territorio è frutto della collaborazione tra associazioni, imprese e cittadini, dimostrando che la cardioprotezione è ormai parte integrante della cultura civica locale. Ricordo che i primi defibrillatori a Legnano risalgono al 2012, installati a seguito della scomparsa di Marco Bandera, studente dell’istituto Bernocchi colpito da arresto cardiaco durante l’orario scolastico. Da quel caso è iniziato questo progetto salvavita».









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