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Terza dose di vaccino: il Ministero della Salute indica chi sarà richiamato

La circolare del Ministero chiarisce i soggetti che verranno chiamati prioritariamente per la terza dose e distingue tra "dose addizionale" e "dose booster"

vaccino anti covid

Dalla prossima settimana, anche Regione Lombardia avvierà la terza fase della campagna di vaccinazioni. Nei giorni scorsi è arrivata la circolare del Ministero della Salute che indica i soggetti che verranno coinvolti prioritariamente.

Nel testo si legge anche la distinzione tra “dose addizionale” e “dose booster”.
La prima
è una dose aggiuntiva di vaccino a completamento del ciclo vaccinale primario, somministrata al fine di raggiungere un adeguato livello di risposta immunitaria mentre quella “booster” si intende una dose di richiamo dopo il completamento del ciclo vaccinale primario, a distanza di un determinato intervallo temporale, somministrata al fine di mantenere nel tempo o ripristinare un adeguato livello di risposta immunitaria. La dose “booster” va somministrata dopo almeno sei mesi dall’ultima dose.

Nella circolare si fa riferimento alla dose addizionale per specifiche categorie di persone fragili. 

“Le attuali evidenze sui vaccini anti COVID-19 in soggetti sottoposti a trapianto di organo solido o con marcata compromissione della risposta immunitaria per cause legate alla patologia di base o a trattamenti farmacologici e che abbiano già completato il ciclo vaccinale primario, mostrano un significativo beneficio, in termini di risposta immunitaria, a seguito della somministrazione di una dose aggiuntiva di vaccino. 

In particolare sono incluse le seguenti condizioni (che potranno essere aggiornate sulla base di evidenze disponibili):
– trapianto di organo solido in terapia immunosoppressiva;
– trapianto di cellule staminali ematopoietiche (entro 2 anni dal trapianto o in terapia immunosoppressiva per malattia del trapianto contro l’ospite cronica);
– attesa di trapianto d’organo;
– terapie a base di cellule T esprimenti un Recettore Chimerico Antigenico (cellule CART);
– patologia oncologica o onco-ematologica in trattamento con farmaci immunosoppressivi, mielosoppressivi o a meno di 6 mesi dalla sospensione delle cure;
– immunodeficienze primitive (es. sindrome di DiGeorge, sindrome di Wiskott-Aldrich, immunodeficienza comune variabile etc.);
– immunodeficienze secondarie a trattamento farmacologico (es: terapia corticosteroidea ad alto dosaggio protratta nel tempo, farmaci immunosoppressori, farmaci biologici con rilevante impatto sulla funzionalità del sistema immunitario etc.);
– dialisi e insufficienza renale cronica grave; – pregressa splenectomia; – sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) con conta dei linfociti T CD4+ < 200cellule/µl o sulla base di giudizio clinico.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 Settembre 2021
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