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Un anno di Covid-19 per la Microbiologia di Legnano: «Siamo esausti, ma non molliamo»

Pierangelo Clerici direttore della Microbiologia di Legnano racconta il 2020 e segnala la carenza di personale nei laboratori

Salute

«Esausti, ma non molliamo mai, come tutto il personale sanitario». Così i microbiologi di Legnano, guidati dal dr. Pierangelo Clerici direttore U.O.C. Microbiologia ASST Ovest Milanese (nonchè presidente nazionale di Amcli), si definiscono a un anno esatto dall’inizio dell’emergenza sanitaria. Si sa, quella intrapresa contro il virus Sars-Cov2 è una vera gara di resistenza e alle porte di una terza ondata, confermata dall’apertura del reparto “Tenda” all’Ospedale di Legnano, la fatica inizia a farsi sentire in tutti.

Mentre i cittadini si sentono insicuri a causa della crisi innescata dal Coronavirus, tutti gli operatori sanitari continuano la loro corsa contro il tempo per identificare con dovizia il virus Sars-Cov2 che da più di 360 giorni sta mettendo a dura prova tutto il sistema sanitario ed economico nazionale. «Il 2020 è stato un anno impegnativo e il 2021 sarà altrettanto difficile – commenta il microbiologo Clerici -. Non dobbiamo far altro che resistere, tenere la guardia alzata e continuare a vivere adattandoci ai tempi ed alle necessità che la situazione richiede».

La Microbiologia è una disciplina chiave nella lotta contro questo virus. La speranza resta quella di vedere più investimenti nel settore complessivo della Medicina di Laboratorio che in tutta Italia si trova pesantemente sotto organico. «All’inizio non conoscevamo il virus SARS-Cov2, non avevamo strumenti diagnostici e neppure protocolli di cura – racconta Clerici -. Nell’arco di poco tempo la tecnologia ha fatto passi da gigante. In un anno è stato fatto quello che nella normalità si realizza in 5 anni: adesso possiamo individuare la presenza del virus, capire la sua evoluzione e la sua identità. L’impegno all’interno della ASST è stato totale e all’unisono partendo dalla Direzione a tutti i reparti e agli uffici logistici. Nell’arco massimo di 48 ore dall’individuazione del virus, che come Microbiologia repertiamo in poche ore grazie ai centri riferimento, possiamo stabilire quale sia la variante del virus isolato da un paziente. Questo era assolutamente impensabile un anno fa».

Dopo il calo registrato al termine della seconda ondata, iniziata ad ottobre, ecco che in questi giorni il lavoro quotidiano del reparto di Microbiologia è di nuovo incrementato. I tamponi processati dalla Microbiologia di Legnano ( che li riceve non solo dalle strutture ospedaliere dell’ASST ma anche dai 2 Drive-trough e dalle RSA) sono passati da 400 a 700 al giorno e questo è il segnale che sul territorio il virus sta continuando a diffondersi. Il problema è dovuto al fatto che, nonostante sia trascorso un anno, l’aumento del contagio «continua a costringere il Sistema Sanitario a limitare i servizi di cura che normalmente verrebbero erogati nonostante gli sforzi di tutti gli operatori ad ogni livello – sottolinea il dr. Clerici -. La cura della patologia Covid-19 resta la stessa. Ma le varianti come quella inglese, che risulta particolarmente veloce nella diffusione, possono prendere il sopravvento proprio perchè non c’è ancora una copertura vaccinale adeguata. Ciò significa un aumento di positivi e di malati».

Nel contempo la campagna vaccinale, dopo la fase dedicata agli over 80 anni, arriverà sul territorio. Solo che in questi giorni sono stati presentati alcuni dubbi sull’efficacia dei diversi vaccini nei confronti delle varianti. Ma secondo Clerici è troppo presto per poter dire con esattezza scientifica «se e quale vaccino non ha effetto su una variante piuttosto che un’altra, per ora i dati ci confortano su una copertura completa al virus, sia o no mutato. Non c’è da preoccuparsi: le tecnologie messe a punto per la produzione di vaccini ci permetterebbero di produrne di mirati in poco tempo se ve ne fosse necessità».

Tra le criticità che la pandemia ha fatto emergere c’è per l’appunto la carenza di personale nei laboratori di Microbiologia e nel distretto della Medicina di Laboratorio in generale: «Non ci sono dubbi: ci vogliono più investimenti e risorse umane – afferma Clerici -. Nei prossimi anni ci saranno numerosi pensionamenti (a livello nazionale il 30% già nel 2021), quindi abbiamo bisogno di personale. Per formare un professionista ci vuole tempo. Ci vorrebbero assunzioni anticipate così che i professionisti, prossimi alla pensione, possano trasmettere il loro sapere. La tecnologia con le nuove piattaforme diagnostiche sempre più performanti non possono sostituire un diagnosta: ci vuole sempre un professionista che sappia analizzare e interpretare i dati».

Non ci sono dubbi, il mondo sanitario e della ricerca che vede in prima linea i microbiologi, sta di
fatto scrivendo la storia del Sars-Cov2. «Le domande sono ancora tante. Ad esempio, come muterà il virus di anno in anno? Di certo il virus Sars-Cov2 adattandosi all’ospite sarà un nostro “convivente” ma l’augurio è che tra vaccini e comportamenti corretti si sconfigga tutti insieme la pandemia per riprenderci da quella che da un anno “non è più vita”»,

di gea.somazzi@legnanonews.com
Pubblicato il 02 Marzo 2021
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