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Vaccinazioni anti Covid al terminal 2 di Malpensa: pronto il progetto per raggiungere mezzo milione di persone entro l’estate

ATS Insubria sta studiando il modello da applicare nella campagna di massa. Un sistema da validare solo quando saranno sicuri gli arrivi dei vaccini

Vaccine Day - Parte la campagna di vaccinazione contro il Covid 19

A Varese torna a correre il virus con la risalita della curva epidemica, anche se in modo moderato. Corre, però, anche la campagna vaccinale con le aziende ospedaliere che stanno completando il personale dipendente, quello ausiliario e di supporto, come i soccorritori delle Croci impegnate al 118, piuttosto che ospiti e personale delle case di riposo. 

Si pensa già alla seconda fase ormai imminente con la campagna che includerà medici, dentisti e operatori sanitari di studi privati. Gli elenchi dei candidati sono già pronti e dal 31 gennaio dovrebbe partire il secondo livello, magari con l’aggiunta del vaccino Astra Zeneca che a fine gennaio attende il via libera dell’EMA. 

VACCINAZIONI AGLI OVER80 E PAZIENTI FRAGILI
Nuovi vaccini, più “maneggevoli”, permetteranno anche l’inizio della vaccinazione di massa per gli over 80 anni e i pazienti fragili: in questa fase della campagna entreranno in gioco anche i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta per i pazienti a rischio. La regia è affidata alle Aziende ospedaliere che lavoreranno in parallelo alla medicina del territorio. Sarà sempre l’azienda ospedaliera  a coinvolgere gli over 65 anni e, successivamente, gli over 60 secondo un calendario che deve ancora essere definito da Regione Lombardia.

CAMPAGNA VACCINALE DI MASSA
L’attesa della campagna di massa, quella aperta ai cittadini sotto i 60 anni, è ancora tutta da definire anche perché sarà quella dove occorrerà la matematica certezza dell’arrivo dei vaccini, milioni di dosi da aziende diverse che lo Stato Italiano, attraverso l’Unione Europea, ha prenotato.

ATS Insubria, nel suo ruolo di coordinamento, si prepara a gestire la massa di vaccinazioni che potrà avvenire o direttamente da parte delle Asst secondo un modello centralizzato o fatto di punti vaccinali diffusi.

L’agenzia territoriale della Salute sta affinando un modello per la gestione di quella che si preannuncia come un’attività di portata storica “come lo sbarco dell’uomo sulla ;una” ha commentato il direttore sanitario di ATS Insubria Ettore Catanoso.

TERMINAL 2 DI MALPENSA
Il progetto prende spunto dalla fortunata esperienza dei tamponi a Malpensa, un modello realizzato nel giro di qualche giorno, e che ha retto la gestione di oltre 50.000 domande in pochi giorni.

 Si pensa, quindi, di mettere a punto un portale dove presentare la propria candidatura. Una volta verificata la congruità della domanda ( collegata sia alla convocazione che avverrà per gruppi omogenei di popolazione sia all’assenza di impedimenti sanitari che comportino per una gestione centralizzata in ospedale)  il cittadino riceve l’appuntamento insieme alla modulistica medico legale da compilare e firmare. La vaccinazione si otterrà presentando la documentazione e rispondendo alle domande di rito obbligatorie.

TRENTA POSTAZIONI DALLE 6 DEL MATTINO A MEZZANOTTE
Sistematizzando il processo di accettazione si arriverà ad abbattere i tempi per ciascuna pratica.
L’ipotesi d lavoro è quella di concentrare al Terminal 2 di Malpensa la convocazione per ottimizzare le forze in campo: una trentina di postazioni dove effettuare vaccinazioni dalle 6 del mattino a mezzanotte. Le postazioni effettueranno circa 400 vaccinazioni ogni ora. Dato che i vaccini attualmente in circolazione, e anche l’imminente Astra Zeneca, prevedono la somministrazione di due dosi, il lavoro procederà per “cluster” omogenei di cittadini così da completare in 40 giorni l’intero processo vaccinale.

Il sistema permetterebbe di arrivare all’estate con circa mezzo milione di vaccinati per raggiungere in autunno la soglia dell’immunità di gregge.

Il progetto è ancora nella fase di ottimizzazione ma non è detto che verrà attuato: la prima incognita che occorre chiarire è l’arrivo certo e puntuale dei vaccini, l’altro è il modello territoriale che sarà applicato. Ats è chiamata a coordinare idee e sistemi che metteranno in campo gli attori primari. Ma tiene pronto il piano B. 

di alessandra.toni@varesenews.it
Pubblicato il 15 Gennaio 2021
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