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Un’epopea inglese, gusto cioccolato: “Bournville”

In un mix di ironia, nostalgia e acume, Jonathan Coe in "Bournville" fa un’analisi sociale e psicologica della Gran Bretagna e dei suoi abitanti

libri generiche

Bournville
di J. Coe
ed. Feltrinelli
€ 22.00


A Bournville, un sobborgo di Birmingham dove ha sede una famosa fabbrica di cioccolato, l’undicenne Mary e la sua famiglia celebrano il Giorno della vittoria sul nazifascismo. Ascoltano con attenzione la voce di Winston Churchill alla radio che annuncia la fine delle ostilità. Da questa prima scena parte un racconto lungo settantacinque anni: settantacinque anni di vita di Mary e del regno inglese tutto.

Mary avrà figli, nipoti e pronipoti, sarà testimone di un’incoronazione, quella di Elisabetta II, dell’indimenticabile finale della Coppa del Mondo del 1966, di un matrimonio da favola e di un funerale reale – entrambi della principessa Diana -, della Brexit e infine del Covid. Settantacinque anni di profondi cambiamenti sociali che hanno trasformato la famiglia di Mary e tutto il paese.

Sullo sfondo la cosiddetta “guerra del cioccolato”, che vide i Paesi europei scontrarsi sull’etichettatura di questo prodotto dolciario, con in prima fila proprio la storica fabbrica Cadbury contro i principali produttori di cioccolato continentali. Quel cioccolato andava difeso anche perché rappresentava il gusto dell’infanzia di molti, non da ultimi dei nostri protagonisti, reali e non.

In un mix di ironia, nostalgia e acume a lui proprio, Jonathan Coe riesce nel suo ultimo libro a fare un’analisi sociale e psicologica della Gran Bretagna e dei suoi abitanti, creando un acuto e brillante ritratto letterario di un popolo da sempre diviso fra nostalgia dell’impero e lotta di classe. Intrigante.

di
Pubblicato il 13 Novembre 2022
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