È morto Carlo Monguzzi, una vita per l’ambiente e per le istituzioni
Fondatore di Legambiente, consigliere comunale di Europa Verde e voce critica dell'ambientalismo milanese, Carlo Monguzzi è morto oggi a 74 anni
“Amore mio ora sei libero. Carlo non c’è più. Un uomo perbene libero coraggioso non c’è più. Sono grata alla vita per aver condiviso con te tanto tempo…ora mi sento persa e non so come fare a ritrovare la tua leggerezza che mi rendeva così serena.
Grazie per esserci stato sempre. Forte solido delicato e gentile, bello. Eri così”.
Un messaggio su Facebook della moglie di prima mattina con una triste notizia: Carlo Monguzzi è morto. L’affetto, la stima, l’amicizia per un uomo da sempre attivo a Milano e nel movimento ambientalista lo si scopre sempre sui social dove il suo profilo pubblico è stato inondato di ricordi e foto.
Chi era Carlo Monguzzi
Carlo Monguzzi nasce a Milano il 18 settembre 1951. Laureato in ingegneria chimica, è stato insegnante di matematica presso l’Istituto Tecnico Besta di Milano. Una formazione tecnico-scientifica che ha orientato fin dall’inizio il suo impegno politico verso i temi ambientali.
Ha contribuito alla nascita dei Verdi e di Legambiente, di cui è stato presidente regionale. Tra i fondatori anche dell’associazione animalista Mondo Gatto, è stato consigliere regionale della Lombardia dal 1990 e presidente del gruppo consiliare regionale della Federazione dei Verdi.
Dal 1993 al 1994 ha ricoperto la carica di assessore regionale della Lombardia all’ambiente ed energia. In quel ruolo ha promosso la prima legge sulla raccolta differenziata dei rifiuti e il primo Piano Aria contro lo smog. È stato poi rieletto consigliere regionale nel 1995, nel 2000 e nel 2005.
Nel 2009 lascia i Verdi ed entra nel Partito Democratico, che nel 2011 lo candida in Consiglio comunale a Milano. Viene eletto e poi rieletto nel 2016. Nel 2021 torna nei Verdi, candidandosi nella lista di Europa Verde pur senza mai iscriversi formalmente al partito. In Consiglio comunale guida la commissione Ambiente e Mobilità, costruita appositamente accorpando due commissioni distinte, distinguendosi come voce critica all’interno della maggioranza di centrosinistra.
La rottura definitiva arriva nell’autunno 2025, con la delibera sulla cessione dello stadio di San Siro a Inter e Milan. Prima l’addio alla maggioranza, ribattezzata “maggioranza del cemento”, poi le dimissioni da presidente della commissione Ambiente e Mobilità. Secondo Monguzzi, era arrivata la goccia che aveva fatto traboccare un vaso già pieno: la delibera sullo stadio, il ricorso all’appoggio di Forza Italia, la riduzione del ruolo delle commissioni consiliari.
La sua presenza in Consiglio comunale è sempre stata caratterizzata da una forte autonomia politica: è stato tra i pochi, all’interno della maggioranza di centrosinistra, a prendere pubblicamente le distanze dalle decisioni della giunta che non condivideva.
Tra i temi che hanno segnato la sua carriera: il traffico illecito dei rifiuti, l’abbattimento degli alberi, la caccia, il consumo di suolo e la privatizzazione della sanità. Ha curato una delle prime pubblicazioni italiane sulle piogge acide e nel 2008 ha edito con Sergio Zabot il saggio “L’Illusione Nucleare. I rischi e i falsi miti”.










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