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Accam, minoranze di Legnano all’attacco sulla nomina del liquidatore: “Poco tempo per documentarci”

La denuncia parte dal consigliere di Movimento dei Cittadini, Franco Brumana: "La maggioranza si è fermamente opposta alle richieste di maggior tempo per un serio esame e di un confronto con il consiglio che consenta un voto consapevole"

accam brumana

L‘inceneritore di Borsano a Busto Arsizio continua ad accendere polemiche. Questa volta è la nomina del liquidatore ad avere animato lo scontro tra la maggioranza e l’opposizione nell’ultima riunioni dei capigruppo del consiglio comunale di Legnano.

Troppo vicina per i consiglieri la data del prossimo consiglio comunale, chiamato a votare l’autorizzazione alla messa in liquidazione di ACCAM spa e la nomina del liquidatore.

«La maggioranza – denuncia il consigliere di Movimento per i Cittadini, Franco Brumana – si è fermamente opposta alle richieste di maggior tempo per un serio esame e di un confronto con il consiglio che consenta un voto consapevole. Ha quindi imposto con il voto la convocazione del consiglio per il 24 settembre, a soli tre giorni dalla discussione nella commissione del 21 settembre, che oltretutto dovrà esaminare i bilanci di tutte le società partecipate dal Comune, da sottoporre anch’essi al consiglio comunale del 24 settembre».

Le minoranze denunciano anche di non avere ricevuto i documenti necessari per assumere le informazioni necessarie: «Si è voluto limitare a pochi minuti l’esame in commissione e non lasciare tempo per ottenere chiarimenti e per elaborare posizioni diverse. Non a caso il bilancio di Accam al 31 luglio 2021 e la relazione degli amministratori che giustificano la liquidazione non sono stati ancora messi a disposizione dei Consiglieri Comunali». 

La nomina del liquidatore è stata affidata agli ordini professionali che devono ora scegliere tra una rosa di nomi, un criterio selettivo che Brumana contesta in quanto «non necessiterà di complessi adempimenti e sarà agevole e rapida».

«Con così poco tempo e scarse informazioni a disposizioni – conclude Brumana – Non sarà pertanto possibile analizzare la situazione patrimoniale di Accam, che all’assemblea del 25 costituirà il presupposto della liquidazione, né la modalità di designazione del liquidatore. Tutto si concluderà in un attimo ed il sindaco di Legnano si potrà presentare all’assemblea di ACCAM del giorno dopo per approvare la messa in liquidazione e per votare la nomina del liquidatore predesignato in chissà quale modo e chissà da chi. Se questo sarà l’epilogo della vicenda, ognuno si assumerà le sue responsabilità etiche, politiche e forse anche di altro genere».

Di seguito il comunicato stampa integrale

Nella conferenza dei capigruppo di Legnano del 14 settembre si è acceso uno scontro tra la maggioranza e l’opposizione sulla data del prossimo consiglio comunale, chiamato a votare l’autorizzazione alla messa in liquidazione di ACCAM spa e la nomina del liquidatore.
La maggioranza si è fermamente opposta alle richieste di maggior tempo per un serio esame e di un confronto con il consiglio che consenta un voto consapevole.
Ha quindi imposto con il voto la convocazione del consiglio per il 24 settembre, a soli tre giorni dalla discussione nella commissione del 21 settembre, che oltretutto dovrà esaminare i bilanci di tutte le società partecipate dal Comune, da sottoporre anch’essi al consiglio comunale del 24 settembre.
Si è voluto quindi limitare a pochi minuti l’esame in commissione e non lasciare tempo per assumere informazioni, per ottenere chiarimenti e per elaborare posizioni diverse.
Non a caso il bilancio di ACCAM al 31 luglio 2021 e la relazione degli amministratori che giustificano la liquidazione non sono stati ancora messi a disposizione dei Consiglieri Comunali.
ACCAM aveva convocato sin dal 27 luglio l’assemblea al 6 e al 7 settembre, in prima e in seconda convocazione, per la presa d’atto della situazione patrimoniale al 31 luglio 2021 e per la conseguente messa in liquidazione.
Questa assemblea non ha raggiunto il quorum necessario per deliberare la liquidazione per l’assenza dei sindaci di Legnano, di Busto Arsizio e di Gallarate .
Si è quindi limitata a prendere atto della situazione patrimoniale pesantemente peggiorata nel 2021.
Il Sindaco di Legnano e il suo sodale Sindaco di Busto Arsizio, con la lettera del 3/9/21 avevano nel frattempo chiesto una terza convocazione per il 27 o il 28 settembre ed avevano evidenziato la necessità di “procedere con criteri di trasparenza e pubblicità alla selezione e alla scelta”del liquidatore.
Il liquidatore avrà compiti molto rilevanti e ben retribuiti perché gestirà ACCAM sino all’estinzione prevista per l’anno prossimo.
La presa di posizione dei due sindaci era evidentemente del tutto inaspettata ed ha rivelato contrasti rimasti sotterranei sulla nomina del liquidatore .
ACCAM non aveva indetto alcun bando pubblico perché evidentemente confidava di scegliere il liquidatore in modo riservato, come se fosse una società privata e non una società pubblica.
Dopo l’intervento dei sindaci di Legnano e di Busto Arsizio ha adottato una procedura solo apparentemente diversa e con la lettera del 13 settembre 2021 ha chiesto ai presidenti degli ordini professionali degli avvocati e dei commercialisti di Busto Arsizio di trasmettere una rosa di candidati alla carica di liquidatore entro il brevissimo termine del 21/9/2021 alle ore 12.
Di fatto ACCAM ha semplicemente demandato a due enti esterni la prima selezione di candidati al fine di esibire qualche finta formalità di trasparenza e di pubblica evidenza.
Anche volendo a tutti i costi non pensare male, non si può ignorare che un termine così breve non può consentire una seria valutazione da parte di validi professionisti potenzialmente interessati, che in massima parte non verranno neppure a conoscenza dell’opportunità di concorrere alla nomina di liquidatore.
E’ notorio che la fissazione di tempi brevi e la scarsa pubblicità di un concorso è il sistema più in voga per assicurare la scelta finale di chi è stato già in precedenza designato.
ACCAM inoltre ha fissato l’assemblea per la messa in liquidazione pochi giorni dopo il ricevimento della candidatura e cioè il 24 e il 25 settembre in prima e in seconda convocazione.
Evidentemente è sicura che la scelta finale nella rosa proposta dagli ordini professionali, non necessiterà di complessi adempimenti e sarà agevole e rapida.
La nefasta vicenda del salvataggio ACCAM ha comportato il mantenimento in vita di un inutile, insalubre e inquinante inceneritore, lo spreco di enormi quantità di denari dei cittadini, profitti immensi per una società privata e l’impunità per i politici locali che hanno condotto la società al dissesto.
Ora si concluderà nel peggiore dei modi, sollevando ulteriori perplessità.
I capigruppo di maggioranza, come era prevedibile, si sono prestati a chiudere in tutta fretta la questione ed hanno imposto la data del 24 settembre perché dovevano attenersi a disposizioni ben precise, che non si sono permessi di disattendere a fronte della richiesta dei capigruppo di minoranza di un minimo di tempo per assicurare un voto consapevole e un confronto effettivo in consiglio comunale.
Cap Holding , che di fatto ha dominato l’intera operazione avendo interesse ad espandersi nel lucroso settore economico dei rifiuti, ora esercita un controllo diretta e palese anche perché ha messo il suo direttore generale a capo di Newitalia, la società creata appositamente per finanziare con i soldi pubblici il salvataggio di ACCAM.
Dal suo posto di comando non consentirà incertezze, sbavature e ritardi e tantomeno una aperta e seria discussione su ciò che sta realmente accadendo.
Si può prevedere che i consiglieri di maggioranza ubbidiranno diligentemente come bravi soldatini alle disposizioni di Cap Holding, che si potrebbe definire “Capitan Holding”, e sotto l’occhio vigile del “sindaco-caporale” voteranno compatti permettendosi solamente qualche preordinata dichiarazione di plauso.
Non sarà pertanto possibile analizzare la situazione patrimoniale di ACCAM, che all’assemblea del 25 costituirà il presupposto della liquidazione, né la modalità di designazione del liquidatore.
Tutto si concluderà in un attimo ed il sindaco di Legnano si potrà presentare all’assemblea di ACCAM del giorno dopo per approvare la messa in liquidazione e per votare la nomina del liquidatore predesignato in chissà quale modo e chissà da chi.
Se questo sarà l’epilogo della vicenda, ognuno si assumerà le sue responsabilità etiche, politiche e forse anche di altro genere.
Franco Brumana

di valeria.arini@legnanonews.com
Pubblicato il 16 Settembre 2021
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