Il Palio di Siena e’ noioso? Allora, meno chiacchiere e più fatti
Ormai i giorni che precedono la carriera sono dominati sempre dalla stessa retorica: sarà un nuova vittoria di Atzeni?
La “macchina” del Palio dell’Assunta ha definitivamente ingranato la marcia con l’elenco dei 35 cavalli ammessi alla tratta. Alla viglia della tratta si arriva dopo previsite abbastanza accese per qualche polemica e la presentazione del drappellone opera di Teodora Axente. Il cencio, dedicato alla battaglia di Camollia, ha suscitato non pochi interrogativi compreso l’intervento del cardinale Lojudice, arcivescovo di Siena. Di sicuro è che l’artista ha calato il suo Palio nell’era contemporanea con un cielo nero che promette tempesta in linea con il meteo avverso che ingabbia Siena ormai da qualche anno durante il Palio. Un cencio alchemico e metafisico dove di sicuro i segni da ricercare sono molti. Ma qui si scrive di Palio , fortunatamente, e l’analisi artistica può essere lasciata a pagine più competenti in merito.
Torre, Oca, Onda, Selva, Chiocciola, Nicchio, Istrice, Lupa, Aquila e Giraffa stasera consegneranno alle stelle e ai riti più segreti le loro speranze per la giornata di domani, quella della tratta, dove a naso si può ipotizzare un lotto molto simile a quello di luglio. Da lì poi si dipaneranno le fila, una volta assegnati i 10 barberi, della strategia.
Ormai i giorni che precedono la carriera sono dominati sempre dalla stessa retorica: sarà un nuova vittoria di Atzeni? Il format (perché di questo si tratta) del Palio dei nostri giorni andrà probabilmente a ripetersi anche nel Palio dell’Assunta. 8 le contrade su cui Tittia può contare (l’America per intendersi) , più Diodoro, un cavallo che con Atzeni sopra sembrerebbe, a guardare i numeri, quasi imbattibile. Cosa può cambiare le carte in tavola? Cosa può scombinare i piani verso il tredicesimo successo ?
Solo accoppiate convinte. Sappiamo già che Zedde ed Anda e Bola e Pes con Benitos possono essere ugualmente competitivi, ad esempio. Sappiamo che Scompiglio è pronto per una nuova riconferma. Sappiamo che i delusi di luglio, autori di prove più opache necessitano di una prestazione almeno un poco incisiva.
Sarà un nuovo Palio noioso? Questo è il termine che dà un po’ di tempo passa di bocca in bocca a Siena. Un Palio che non piace più, che non diverte. Senza sorprese.
Qui è necessario un appunto ed una riflessione. Il format Atzeni premia quasi sempre l’accoppiata più forte che poi , quando si vanno a fare partiti ed accordo è quella più credibile. Il Palio che viviamo dentro al quale si gira format Atzeni ha un sistema linfatico che allontana la fame, le famose sette croste di pane di cui era fatto il Palio che i giovani dovevano mordere ora è un’appetitoso buffet ricco di brioches e tramezzini. Forse al di là della fortuna e della preparazione di Tittia tra questo appunto e questa riflessione sta una chiave di lettura e di volta di questo Palio che non piace più.
A margine va sottolineato come questo parlare in maniera ossessiva del Palio che non è più come una volta ad Atzeni fa, giustamente, un baffo. E che se una cosa non piace più , sarebbe anche il caso che il circo mediatico ci regalasse un po’ di tregua ed si consegnasse ad un meritato silenzio senza inasprire animi e violenza verbale. Bisognerebbe fare forse come fa lui, Giovanni Atzeni detto Tittia, meno chiacchiere e più fatti.










Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.