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29 maggio 1176, il Barbarossa sconfitto. Legnano ha celebrato l’anniversario della battaglia

Il mito millenario dell'unione che fa la forza, ispirazione per strofe e idee politiche. Legnano ha ricordato l'evento con due manifestazioni

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29 maggio 1176: le truppe della Lega Lombarda sconfiggono l’esercito imperiale di Federico Barbarossa nella battaglia di Legnano.

Con essa fu posta la parola fine al tentativo di egemonizzazione dei comuni dell’Italia Settentrionale da parte dell’imperatore tedesco. Essendo simbolo della vittoria delle popolazioni italiane su quelle straniere, Legnano, grazie alla storica battaglia, è l’unica città, oltre a Roma, ad essere citata ne Il Canto degli Italiani di Goffredo Mameli e Michele Novaro, inno nazionale italiano dal 1946. L’importante scontro armato è ricordato annualmente dal Palio di Legnano.

Poco più a Nord, a Cassano Magnago, nascerà al principio degli anni Quaranta del secolo scorso Umberto Bossi che trarrà da questo episodio storico lo spunto per rivendicare idee di autonomia e federalismo che sul finire degli anno Ottanta daranno vita alla Lega Lombarda di cui Alberto da Giussano rappresenta ancora oggi un simbolo: era il condottiero alla guida di una compagnia militare – la Compagnia della Morte – , reparto militare composto da 900 cavalieri che doveva il suo nome al giuramento dei suoi componenti che prevedeva la lotta fino all’ultimo respiro senza mai abbassare le armi.

Oggi, a Legnano, prima con un evento celebrativo al Monumento del Guerriero, quindi con una manifestazione di carattere paliesco in piazza San Magno, la città ha ricordato la battaglia.

Al monumento, come raramente accaduto negli anni scorsi, la cerimonia ha avuto un profondo carattere celebrativo. I protocolli anticovid hanno costretto a limitare il numero dei presenti. Così, oltre ai magistrati e al cavaliere del Carroccio, la rappresentanza delle contrade è stata limitata ai gran priori.

 

Sul sagrato della basilica San Magno, ha fatto seguito al consegna dei “brevetti” alle reggenze del 2020, mai avvenuta in passato causa la pandemia. Sul Carroccio, l’intervento del nostro prevosto, mons. Angelo Cairati. Un messaggio di speranza apprezzato dal mondo contradaiolo. «Abbiamo bisogno di progettualità e di coraggio creativo», l’appello di monsignore per un Palio elemento trascinatore dell’intera città.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 Maggio 2021
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