BENEDETTA AL SS.REDENTORE LA CORONA DELLA CASTELLANA DI LEGNARELLO
Una cerimonia particolarmente toccante, soprattutto per il fatto che essa è stata interamente animata da gente di contrada, nella fattispecie dalla castellana e dalle castellane non reggenti. Decisamente un momento significativo per la contrada del Sole. Tutti sono stati ricordati: la reggenza, le reggenze passate, i contradaioli e coloro che il Signore ha richiamato a sé. Un modo per rendere partecipi tutti coloro che hanno contribuito nel rendere la Contrada Legnarello quella meravigliosa, allegra e gioviale contrada come la possiamo vedere oggi.
Alla cerimonia, alla quale ha preso parte l'intera reggenza (Gran Priore Ennio Palamidese, Capitano Antonio Provasio, Castellana Sara Parotti, Scudiero Luca Meroni, Gonfaloniere Mario Bortignon, Gran Dama Mariuccia Monticelli, Madrina Adele Ponti) ha assistito anche il popolo di contrada. Decisamente significativo è stato l'intervento e la partecipazione delle castellane non reggenti nonché della Gran Dama di Grazia Magistrale, Rossella Oldrini. Tra le fila della chiesa del Ss. Redentore tantissime le reggenze passate.
Nell'omelia, Don Giuseppe Prina ha sottolineato l'arduo compito e la difficoltà dell'essere membri di una reggenza, in quanto l'essere parte di essa non comporta solo il comando, bensì l'essere al servizio degli altri e della contrada stessa. Don Prina si mostrato disponibilissimo nel celebrare questa benedizione, dichiarandosi contento della partecipazione attiva della Contrada a questa funzione; in conclusione della sua omelia egli ha auspicato un esito glorioso per domenica 31.
Molti, incuriositi dal via vai che nei giorni scorsi è intercorso tra il Maniero di via Dante e la Parrocchiale, hanno voluto assistere alla Benedizione. Altrettanti hanno avuto modo di conoscere ancora qualcosa in più sul mondo del Palio e sulla Contrada Legnarello.
Al termine della solenne benedizione, la corona è stata esposta tutto il giorno presso il Battistero della Chiesa del Ss. Redentore. All'interno del battistero, infatti, la Commissione Costumi della Contrada giallo-rossa ha creato un allestimento decisamente regale. Posta al centro della struttura ottagonale, proprio sopra il fonte battesimale drappeggiato per l'occasione con un antico gonfalone di contrada, la corona, appoggiata su un cuscino attirava a se subito l'attenzione di coloro che sono entrati in chiesa. Ai lati del fonte, per gentile concessione del parroco Don Giuseppe Prina, sono stati posti due meravigliosi candelieri dorati dell'inizio del Novecento.Un'atmosfera, come detto, regale che ha permesso, ancora una volta alla Contrada Legnarello di potersi distinguere per la propria attenzione nella cura degli eventi.
Al termine della cerimonia le foto di rito. Presente in Chiesa anche l'artigiano Mariano Frare: l'orafo che ha realizzato la corona secondo stili e tecniche antiche.La Corona della Castellana è in ottone dorato, lavorato prima a sbalzo e successivamente al cesello. Disegnatrice del modello è stata la dott.sa Morena Sinisi, nome rinomato all'interno del Palio di Legnano. Modello dal quale la storica ha preso ispirazione è stato il cosiddetto Calice di Tassilone, un'opera di oreficeria VIII sec., oggi conservato presso il tesoro dell'Abbazia di Kremsmünster. Il modello, nella fattispecie, è stato tratto dalla parte superiore del calice.
«Una lettura iconografica molto particolare quella realizzata dalla dott.sa Sinisi – ci tiene a sottolineare la Commissione Costumi della Contrada Legnarello – che sembra quasi riassumere tutto il pensiero cristologico del XII sec.».
Difatti, la corona è caratterizzata da un susseguirsi di sei lunette con un disegno geometrico ‘a coda di pavone’ (simbolo della Resurrezione), e di altrettante cuspidi (simbolo del martirio, della passione) nelle quali, la disegnatrice ha realizzato un albero (la genealogia di Cristo).
Le sei tormaline rosse, incastonate nelle lunette, inoltre, grazie al loro colore, stanno ad indicare il sangue di Cristo versato per la redenzione e la salvezza dell'uomo.
Anche la lavorazione operata dal M° Frare è eccellente e filologica. Dopo aver ridisegnato il modello su una lamina di ottone, egli l'ha prima lavorata a sbalzo ‘in negativo’ su uno strato di pece e, successivamente, l'ha cesellata ‘in positivo’ secondo una tecnica antichissima. Rifinita con lime e raschietti, essa è stata dorata secondo tecniche medievali.Ultima fase, di questo lungo processo, è stato l'incastonare le sei tormaline all'interno dei castoni.
Risultato: una corona che è autenticamente medievale. Degna di una vera regina.ALESSIO FRANCESCO MARINONI
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